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Tomo XXX. [Supplimento.]
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cola quantità nella distillazione. Perciò me-scè del lattato di potassa con acido tartari-co in leggero eccesso, e distillò il miscugliocon la maggior circospezione,finché otten-ne poco più dei nove decimi. Il prodotto,poscia evaporato, diede dell’ acido lattico ;ma, quando fu compiutamente evaporato,vide comparire cristalli che, sciolti nell'al-cole, lasciarono un indizio di pertartralodi potassa. Da ciò risulta che quando siopera in un apparalo distillatorio così po-co elevato come è una storta di vetro,è dif-ficile impedire che una porzione della leg-gera nube prodotta dalle bolle nella ebol-lizione, passi unitamente ai vapori acqueinel collo-della storta, quindi nel liquorestillato. Questo prodotto, distillato un’altravolta,perde qualunque apparenza di acido,il che non avverrebbe se contenesse acidoacetico. Lo stesso avviene, ed in grado an-cora più considerevole, nella distillazionedei liquidi animali, che sono sovente tan-to nnicilagginosi, che, in tutto il corsodell’ operazione tendono a passare nel re-cipiente. A queste considerazioni è da ag-giungersi die, nell’ esperienza riferita da(jìmeìin, non si ottiene giammai con la ba-rite un sale cristallizzato, il che avvienemai sempre allorquando si opera con l’aci-do acetico.

Quanto abbiamo detto fin qui, non siriferisce che alla quistione di sapere sel’acido lattico sia semplicemente acidoacetico che si possa purificare distillandolocon 1’ acqua. Simile quistione, facile a ri-solversi, dee esserlo evidentemente con lanegatil a. Ma è ben altrimenti quando trat-tasi di sapere se 1’ acido lattico sia rispet-to all’acido acetico quello che è l’acido sol-jbvinico rispetto all’ acido solforico. l’oi-di è, concependo il problema a tal modo,

]’ acido lattico sarebbe tuttavia un acidodistinto, e non gli si potrebbe più appor-re il nome di acido acetico. Guardato sot-to questo nuovo punto di vista, l’acido

Lattico

lattico 6Ì dovrebbe risolvere in acido ace-tico ed in una materia animale, in già»per altro che le sostanze ottenute fossenevidentemente non già prodotti, ma edotsseparati uno dall’ altro. E chiaro che senon fossero le cose a tal modo, l’acido lat-tico dovrebbesi riguardare come un addoparticolare, non essendovi alcun motivo diconsiderarlo diversamente.

Pertanto Berzelio istituì alcune espe-rienze conformi all’ idea che l’acido latticasia una combinazione di acido acetico conuna materia animale non volatile e sepa-rabile da esso. Queste lo hanno tutte con-dotto ad un risultamento negativo. Feria-le ragione, non riferiremo se non quelleche, per di lui stessa opinione, sono lepiù concludenti. Sappiamo che 1’ acetatodi ammoniaca è tanto volatile, che scioltonell’ acqua stilla con essa. Berzelio avenconosciuto inoltre, che la materia estrattivache accompagna l’acido lattico ed i lattati,si lascia bruciare fino al bruno senza cheisali sieno decomposti In conseguenza, pre-se dell’ acido lattico latito concentratoquanto si pmù ottenerlo con l’evaporazio-ne al bagno-maria, e lo riscaldò ad unatemperatura piiù prossima che fu possibilea quella p>er la cui influenza la materiatostrattiva si abbruna, per un’ora intera, fe-rendovi scorrere sopra rapidamente delgas ammoniaco. Poscia, cessò di riscaldaree col gas idrogeno scacciò il gas ammonia-co dall’ apipa rato. La materia ritratta aveva1’ odore dell’ arringa arrostita ; era bruna,trasparente, e arrossava la carta di torna-sole. Il suo sapore era acido con un lonta-no gusto salalo, che dipiendeva da un [torodi gas ammoniaco assorbito, che l’avevaconvcrtito in un sopnassale. Da ciò risultache 1’ acido lattico non contiene minima-mente acido acetico, capace di volatilizzar-si iu un’ atmosfera di gas ammoniaco, aduna temperatura finissima a quella perlacui influenza le materie animali contenute