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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lattico

Dell’acido lattico cominciano a decompor-si ; temperatura assai superiore a quella chedetermina la volatilizzazione dell’ acido a-cetico, il quale certamente avrebbe più af-finità per l’ammoniaca che per una mate-ria animale.

Comunque sia, non è facile separare lamateria animale unita all’acido lattico,quantunque Berzelio sia convinto che nonaderisce ai lattati se non perchè ha lo stes-so solvente di essi, p perchè questi salihanno troppo debole tendenza a separar-sene con la cristallizzazione.

Schede preparava quest’ acido evapo-rando il siero del latte inacidito e coagu-lato, finché riducevasi ad un ottavo, poilo saturava con l’idrato di calce, per pre-cipitarne il sottofosfato di calce che eravisciolto, feltrava il liquido, lo diluiva contre volte il suo volume di acqua e precipi-tava la calce con circospezione mediantel’acido ossalico; feltrava poi ancora la so-luzione, l’evaporava al bagno-maria fino asecco e trattava il residuo con l'alcole con-centrato, che scioglieva 1’ acido libero, la-sciando lo zucchero di latte ; 1’ acido latti-co rimaneva dopo 1’ evaporazione dell’al-cole. Scheele per altro non crasi accortoche 1’ acido così ottenuto doveva conte-nere tutte le materie animali e tutti i salidel latte solubili nell’alcole ; che in conse-guenza doveva essere mesciuto, non solocon 1’ estratto alcolico del latte, ma anchecon lattato di potassa e con un poco dicloruro di potassio.

Il llerzelio ottenne 1’ acido lattico purotogliendo a quello di Scheele le materieestranee che contiene. Incomincia dalloscioglierlo nell’ alcole concentrato, posciavi mesce una soluzione di acido tartricouell’alcole della medesima forza, finché nonsi produca più alcun precipitato ; posciaa 8t> lun ge nuovamente dell’acido tartrico ineccesso,e lascia il miscuglio in luogo frescoper ventiquattro ore, affinchè tutto il bi-Suppl. Di*. Teen. T XVI

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tartrato che contiene si deponga. Si eva-pora 1’ alcole, si scioglie il residuo nell’ a-cqua e si aggiunge del carbonato di piomboridotto in polvere fina con la porfirizzazio-ne, finché più non se ne sciolga, ed abbiala soluzione un sapore zuccherino : poi sitratta, prima col carbone di lisciva' del san-gue, e dopo col gas idrosolforico, per sce-verarlo dal piombo. Indi si evapora il li-quido finché tutto il gas idrosollbrico siadissipato e si mesce con idrato di stagnopreparato di fresco, ben lavato ed anco-ra umido; si lascia in quiete il miscuglioper alcuni giorni agitandolo di tempo intempo. Il sotto-lattato di perossido di stagnoprodottosi a tal modo, lavato bene, si de-compone col gas idrosolforico, e si ottie-ne 1’ acido lattico più puro che Berzelioabbia potuto avere. Ma con questo meto-do non si raccoglie che una porzione del-1’ acido, perchè molto ne resta nel liquidoc non si sa se questo residuo sia un altroacido, e se in conseguenza l’acido lattico siastato diviso in due acidi differenti con que-sto metodo di preparazione, oppure se l’a-cido lattico formi col perossido di stagnoun sale solubile nell’ acqua, che non ven-ga decomposto dal protossido di stagno ;imperciocché, quando si tratta con l’acidoidrosolforico il liquore messo a digerire colprotossido di stagno si precipita del solfurodi stagno. Allorché, con una digestione adun calore più forte, si procura di aumen-tare la quantità di acido lattico precipitatacol protossido di stagno, oppure si precìpitiun lattato alcalino col cloruro di stagno,la materia estrattiva e 1’ acido lattico sicombinano insiemeVol protossido di stagno,benché per altro rimanga gran parte dellaprima nel liquido.

Secondo Mitscherlic.h, si ottiene l’acidolattico puro nel modo seguente. Prendesiquello preparalo secondo il metodo diScheele,si satura col carbonato di piombo;si precipita la soluzione del lattato di piombo

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