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col solfato di zinco, avendo 1’ attenzionedi non aggiungerne in eccesso. Si precipi-ta un solfalo di piombo e si ottiene unasoluzione di lattato di zinco che si feltra esi fa evaporare finché si formi una pelli-cola alla superficie. Col raffreddamento illattato di zinco cristallizza; è bruno, macon ripetute cristallizzazioni si ottiene sco-lorito. Si discioglie il sale bianco nell’ a-cqua ; si precipita F ossido di zinco me-diante F idrato di barite, si. feltra, separasidiligentemente la barite col mezzo dell’a-cido solforico, si feltra di nuovo, e si eva-pora il liquore acido al bagno-maria a con-sistenza di siroppo.
Abbiamo già detto come oltre che dallatte Berzelio avesse ottenuto l’acido latti-co da altre sostanze animali; Braconnollo trovò pure in molti liquidi organici ina-ciditi e diedegli il nome di acido nancei-co. Formasi con la fermentazione acida inun miscuglio di acqua e di farina di ri-so, nel succo di barbabietole, in quellode’ fagiuoli colti, in un miscuglio di acquac farina di frumento ed, a quello che pare,in molte altre circostanze. Lo stesso Bra -connot lo trovò pure,non ha molto,nei re-sidui delle acque dei conciapelli. Thomsonaveva proposto in conseguenza di tali fattidi chiamarlo acido fumico.
Per estrarlo dai liquidi che contengonosolo materie organiche Braconnot li con-centra ad un mite calore, ed alla fine a ba-gno-maria, sino che la materia sia ridotta vi-scosa. Per tal modo si volatilizza quasi tuttol’acido acetico; si versa dell’aequa sul resi-duo e si satura F acido col carbonato dizinco ; si feltra, si evapora e si ottengonocristalli di lattato di zinco, che si purifica-no facendo loro subire una seconda cristal-lizzazione. Si precipita l’ossido di zinco conla barite, poi la barite con una proporziona-ta quantità di acido solforico,e più non ri-mane che acido lattico. Talvolta vi hannoalcuni liquori ove F acido è allo stato di
Lattico
lattato : così la maggior parte delle materi!solide che si trovano in soluzione nell’acquaresidua dei conciapelli consiste in lattati dicalce e di magnesia. Dopo avere chiarifica-ta quest’acqua con bianco di uovo ed averlaconcentrata fino a consistenza siropposasiottengono questi sali cristallizzati. Si puri-ficano sciogliendoli a parecchie riprese iouna piccola quantità di acqua calda e spre-mendoli in un pjannolino dopo che sonochiarificati. Per terminare di purificarli sistemperano nella loro soluzione dell'idratod’allumina,poi del nero animale; si fa bol-lire il liquore ed immediatamente lo si fil-tra. Si decompone pioscia il lattato di ma-gnesia con F idrato di calce, ed il lattato dicalce con F acido ossalico, e l’acido latticorimane allora in libertà.
Corriol non ha molto conobbe che unainfusione acquea di noce vomica, dopo a-vere per parecchi giorni fermentato lasciadeporre del lattato di calce che non ha bi-sogno fuorché di essere successivamentetrattato con F alcole e F acqua per acqui-stare una perfetta bianchezza. Questo sa-le costituisce, secondo le esperienze diCorriol, due o tre centesimi del peso del-la noce vomica. Questo chimico vi ha peregual modo trovato del lattato di magne-sia. Questi due sali si sono purificati coniamaggiore facilità ed hanno dato un aci-do che aveva la facoltà di somministrarecristalli bianchi lamellosi con la sublima-zione , proprietà che Corriol ha quin-di conosciuta propria dell’acido lattico ingenerale. Liebig estrasse quest’acido anchedal cavolo verzotto, il quale, a suo dire,contiene un acido non volatile nè distrut-to dalla forza della digestione, continuan-do sempre ad agire in modo piarticolar»sugli intestini. Egli chiama viscosa la fer-mentazione che lo produce.
Braconnot aveva accuratamente studia-to il trattamento del succo di barbabietole;Pelouze e Giulio Gay-Lussac, adottare® 0