3>9 3 Lattometro
Finiremo questo articolo con l’indicarele formule suggerite da Magendie per farneuna limonata o pastiglie pegliusi medici. Lalimonata non è che un ottavo di oncia omezza oncia di acido lattico liquido me-sciuto a tre libbre d’ acqua con 1 ’ aggiuntadi un’oncia e mezza di zucchero finissimo.Le pastiglie si fanno prendendo un quartod’oncia di acido lattico puro, un’ oncia dizucchero in polvere e tanta gomma adra-ganti che basti a farne una pasta, aggiugnen-dovi quattro gocce di olio volatile di vaini-glia. Se ne fanno pastiglie ciascuna del pesodi un ottavo di oncia, le quali diseccansi be-ne, quindi conservansi in vasi di vetro benchiusi, potendosene prendere anche sei nelcorso di 24 ore senza timore di alcuna tri-sta conseguenza.
( Berzelio — Domas —Boctron —E. Fbemy — Antonio Cattaneo ).
LATTIERA. Fabbrica dove si laminail ferro e se lo stagna per farne la Latta.(V. questa parola) (Alberti.).
LATTIFERO. Diconsi quelle piante,dai rami delle quali geme un succo bian-co come il latte. (V. Latte delle piante.)
(Alberti.)
LATTIFICCIO. Quell’ umore visco-so e bianco come latte che esce dal pic-ciuolo del fico acerbo, da’ rami teneri, dalgambo delle foglie verdi e da ogni altraparte dalla pianta quando è in succhio.
(Alberti.)
LATTIGINOSO. Si dice tuttociò cheè di colore o di sostanza simile al latteod all’ acqua dealbata col latte.
(Alberti.)
LATTIZZO. Sorta di guernimentoantico. (Alberti.)
LATTOMETRO. Strumento atto amisurare la quantità di fiore che il lattepuò dare. Riesce utilissimo permettendo divalutare la ricchezza del latte che si rac-coglie in una cascina o di quello che pro-duce ciascun animale particolarmente, se-
Lattometro
condo la stagione, lo stato suo di salute, ilnutrimento e simili; di mescere varie speciedi latte per ottenerne particolari prodotti,di misurare la quantità di fiore che può da-re un latte che si vuol comperare per pagar-lo in esatta proporzione di questa quanti-tà ; di verificare se nelle manipolazioniin grande si ottenga tutta la materia bur-rosa indicata dai saggi in piccolo ; di va-lutare nelle cascine sociali la ricchezza dellatte recatovi da ciascun socio, a fine discompartire i guadagni in proporzione allaquantità di materia utile da ciascuno ap-portata. Il lattometro, immaginato nell’In-ghilterra da Banlit ed importato in Fran-cia da De Valcourt, o quello di Scbubler,è simile a quello che descrivemmo alloarticolo Galattometro di questo Suppli-mento usato nella Svizzera . E un tubodi vetro alto 16 centimetri, e del dia-metro interno di 4: aperto alla partesuperiore e chiuso all’ inferiore, soste-nuto da un piede circolare. Questo tu-bo vedesi disegnato nella fig. 4 dellaTav.XXXV della Tecnologia e può con-tenere poco più di due decilitri. Parten-do dalla base indicasi cun circoli segna-tivi col diamante ogni mezzo decilitro,vale a dire F altezza cui giungono 11 b, e 2 mezzi decilitri di liquido versatinel tubo. La altezza di questo tubo dalfondo fino al quarto circolo che segnadue decilitri è divisa in cento parti ugua-li , e partendo da questo ultimo cir-colo ove si è segnato lo zero della scala,vale a dire il punto ove comincia, si se-gnano sul vetro, discendendo 3 o di questigradi o parti uguali. Ecco adesso in qualmodo si adoperi questo strumento.
Versasi nel tubo con precauzione del lat-te fino al circolo superiore segnato zero e
10 si abbandona a sè stesso per 24 ore circa;poco a fioco il fiore sale e quando la suagrossezza più non varia leggesi sulla scala
11 numero di gradi o centesimi che occupa