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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lattoga

il grano,il quale non alimenti qualche pocodi questo ortaggio. Perciò la massima par-te dei nostri scrittori, per non dir tutti, as-sai brevemente trattano questo ramo dicoltivazione ortense, appunto perchè sti-mano inutile parlare di cosa che suppon-gono comunemente a tutti nota. Quindi cisi perdonerà se alquanto diffusamente nediremo alcuna cosa.

Le lattughe, scriveva Agostino Gallo ,vogliono terreno grasso, polveroso, netto,leggero e casalino. Così esprime benissimola qualità del terreno ed ancora i lavoriche richiedono. Deve essere un fondo ric-co ; ma avvertasi che la manìa di alcuniche vogliono lattughe voluminose, e perciòconcimano fortemente il terreno, ottienel’intento a spese della bontà e sapore diesse. La lattuga vien bene se non abbiaostacoli a vincere per dilatarsi, come ri-chiede la qualità delle esili sue radici. Per-ciò bisogna che si trovi appunto in unaterra le cui molecule sieno ben divise ,affinchè possa liberamente insinuarsi ovun-que, e pigliare 1’ alimento che se le con-viene. Le gramigne e tutte le piante chemolto stendonsi sotterra sono nemiche del-la lattuga. Il Re interpreta che il terminecasalino , col quale Gallo finisce la defini-zione del fondo gradito dalla lattuga, deb-ba riferirsi al luogo, cioè tenuto con dili-genza qual si conviene ad un orto che ècontiguo alla casa, volendo con ciò deno-tare la necessità delle sarchiature.

Quantunque alcune specie di lattugapropriamente vadano seminate in prima-vera, ed altre in agosto, come la romana ,per averne P inverno, pure può sparger-sene per quasi sette mesi, cominciando dafebbraio nei paesi caldi. Per questo le lat-tughe romane sembrano in parte destinateper P inverno. Delle cappuccine ve ne hanell’ inverno ed in estate. Ma dal principiodi marzo a tutto luglio seminandone ogniquindici giorni se ne può ottenere per tut-

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ta la buona stagione, sicché non mancanomai le lattughe al mercato. In agosto poisi seminano quelle specie che si serbanoper P inverno di tutte le sorta.

La lattuga seminasi per trapiantarla, oper goderne mentre è tenerella. Nel primocaso si prepara un’aiuola od una caldina ocostiera, nella quale, preparato il terreno adovere, cioè ben vangato e letamato con-venevolmente, non però di soverchio, sispargerà il seme, avvertendo di coprirlo,se temasi che il freddo od il sole, secondola stagione, le faccia torto. Chi pone ca-voli, cardi, piselli e simili ortaggi che tar-dano molto più della lattuga ad ingrandirevi getta in mezzo delle lattughe. Queste siseminano talvolta anche miste a qualcunodei semi delle altre piante, come per esem-pio dei cardi. Colgonsi tenerelle, e quan-do sono levate tutte, allora le piante sosti-tuite grandeggiano, e per tal modo si han-no due prodotti ad un tempo medesimo.Quelli poi che preferiscono sempre il pri-mo metodo, o coltivano lattughe d’inver-no, di qualunque sorta sieno, preparanole aiuole larghe tre o quattro piedi, secon-do la qualità del terreno ed anche secon-do P uso, anteponendo per P inverno iluoghi riparati, e per Pestate i luoghi me-no soleggiati; vangano profondamente eletamano. Pare che il lelame di cavallo,forse più di ogni altro, toltine gli escre-menti umani, concorra a rendere rigoglio-sa la lattuga. Quando le pianticelle hannocinque foglie si trapiantano, ed in alcuniluoghi, come a Bologna , usano il foraterra.Altrove fanno un buco con la zappetta, ocon la mano, e vi pongono la pianta, odè a preferire questo secondo metodo. Inogni modo si rende necessario di non com-primere troppo, come fanno i più, la terracontro le radici, ed è anche più essenzialedi non sotterrare troppo il cuore dellapianta, ma far che rimanga a livello dellasuperficie del terreno. La distanza alla qua-