3g8 LaTTUGAMO
molto più in grande, i cui risultamenfi so-no indicati nella farmacologia del Paris-Egli fece piantare file di lattuga otto polli-ci distanti le une dalle altre, all’ oggettoche si potesse passare fra esse senza dan-neggiare gli steli. Incominciò la sua ope-razione immediatamente innanzi al tempodella fioritura e tagliò allora un pollicedell’ estremità dello stelo. Il succo lattici-noso uscì all’ istante e venne raccolto supezzi di un tessuto di cotone di circa trepiedi quadrali. Allorché questi pezzi dicotone si trovarono inzuppati di succo simisero in un vaso con piccolissima quanti-tà di acqua ; e quando quest’acqua fu suf-ficientemente unita al sugo,la si fece evapo-rare all’ordinaria temperatura versandola inpiatti pochissimo profondi. Si trovò alcuneore dopo,il sugo di lattuga secco o lattuga-rio attaccato al fondo dei vasi e con l’appa-renza di estratto, ma differente per le suefisiche proprietà, da tutti gli estratti di lat-tuga ordinariamente preparati.
Con un tale metodo Probart ottenevacon molla facilità il sugo di lattuga; ma que-sto modo di preparazione lo rende ancoratroppo caro, a cagione della piccola quan-tità che se ne raccoglie. Questo fu il mo-tivo che lo impegnò a fare altri sperimentiper vedere se si fosse potuto preparare unestratto di lattuga che avesse tutte le pro-prietà del lattugario e che costasse moltomeno di quello che aveva dianzi ottenuto.Trovò che la pianta contiene molto piùsucco latticinoso quando fiorisce, e le fo-glie cominciano a prendere una tinta gial-la, ed osservò che quando si taglia la pian-ta, la maggior parte del sugo si coagula,depositandosi nella corteccia dello stelo enelle vecchie foglie, circostanza che spiegacome a quel tempo le parti delle quali oraparliamo acquistino un’ estrema amarezza.
Queste osservazioni lo indussero natu-ralmente accogliere questo tempo per lesue operazioni, ed a non prendere che
Latttgario
questo parti per preparare il suo estrattoHa adunque cura di sbucciare la sostanzacontenuta nello stelo e ne’ giovani ram-polli; mette in seguito a macerare nel-1’ acqua per 24 ore le parti che conser-va, e le fa bollire per due ore ; passa ladecozione per uno staccio senza spremere;evapora dappoi il più che può senza pro-durre alterazione e fa svaporare il restodell’ acqua versando la decozione concen-trata in piattelli come pel lattugario. Pro-bart ha dato a questo estratto il nome diestratto concentrato di lattuga , per di-stinguerlo dagli altri estratti di lattuga dellefarmacie. Questo estratto concentrato ha,secondo 1’ opinione di Probart, le stesseproprietà del lattugario, o thridace, ma èduopo amministrarlo in maggior dose. Siprepara altresì una tintura concentrata disugo di lattuga.
Caventou suggerisce il metodo seguenteper ottenere il thridace. Si raccoglie lalattuga vicinissima alla fioritura ; si sfoglialeggermente, si contundono gli steli e sispremono per estrarne il sugo che si feltra:ottenuto che sia, si fa evaporare ad unatemperatura che non ecceda il 3o° o 35",fino alla consistenza di sugo condensato.
Il sugo bianco, viscoso, ottenuto dallalattuga per incisione è amaro, si concen-tra ed abbruna prontamente ; diviene duroe facile a rompersi a modo delle gomme,ma ripiglia facilmente una consistenza pa-stosa se lo si espone all’ aria libera ; se losi conserva in bottiglie ben chiuse lasciasviluppare un odore leggermente ammo-niacale assai fugace. Questo sugo, evapo-rato ad un calore leggero, conserva l’odo-re particolare della pianta ed è dotato digrandissimo sapore. Diseccato, attrae l’u-midità dell’ aria, ciò che lo distingue dal-1’ estratto di lattuga preparato col metodoordinario mediante il fuoco, il quale siconserva secco al contatto dell’aria. Sciol-to nell’ acqua distillata e feltrato, dà una