Lattuoakio Lattuoakio 3<)q
soluzione chiara e di color giallo bruno pavere sull’economìa animale. Sperimentatosi
questo liquore cangia in rosso fortementela carta tinta di tornasole ; 1’ ammoniacavi determina un precipitato bianco fiocco-so che pare formato in gran parte di fo-sfato di calce ; la tintura acquosa di nocedi galla produce ugualmente un abbon-dante precipitato ; lo stesso avviene con1’ ossalato di ammoniaca, col nitrato di ba-rite e d’argento, e con l’alcole in forte do-se; il cloruro di platino non vi producealcun cambiamento.
Caventou e Boullay hanno voluto cer-care se esisteva nel thridace un prin-cipio particolare analogo alla morfina, mavane furono le loro diligenze, nulla aven-do trovato.
Pietro Peretti assoggettò a chimico esa-me il succo della lattuga evaporato finoalla consistenza di un denso estratto e lotrovò composto di gomma, di molta partecolorante gialla, tanto falsa che fissa, dizucchero in abbondante quantità, di unagomma resina, nella quale risiede la parteamara, di nitrato di potassa in copia, di va-ni sali a base di ammoniaca, come nitratoed idroclorato, di nitrato ed idrocloratodi calce e d’idrocorato di potassa. Osservando jnoltre che il sugo condensatiprivato della gomma-resina non aveva piùsapore amaro, Peretti credette a propo-sito di far esperimentare isolatamente que-sta sostanza da un accreditato medico,per assicurarsi se la virtù narcotica esi-steva nella gomma-resina ; ed infatti dal-la relazione che n’ ebbe si assicurò che laparte attir a della lattuga era questo prin-cipio. Intanto essendo cosa difficilissima1’ ottenere questa sostanza isolata, comin-ciò a trattare il sugo condensato di lattu-ga con P alcole ed ottenne un estratto sce-vro di molta gomma, il quale contenendominor quantità di principii inerti, ed es-sendo il principio attivo più concentrato,gli sembrava che maggiore azione dovesse
questo rimedio se ne ottennero buoni effettisopra vari! malati, e dietro questi felici suc-cessi, il Peretti pensò di preparare ancoraunsiroppo conio stesso estratto alcolico dilattuga, e fece si che ogni oncia del mede-simo ne racchiudesse sei grani. Questo si-roppo amministrato a varii individui haavuto il medesimo successo, ed è stato par-ticolarmente utile nella tosse superstite al-la rosolia. Preparasi anche un siroppo dilattugario nel modo seguente.
Si spreme il sugo degli steli della lat-tuga, spogliati delle foglie, allorché la lat-tuga è in piena vegetazione ed annunziala prossima fioritura. Si aggiugne a questosugo il doppio del suo peso di zuccherobianco ; si fa sciogliere a freddo, si ag-giugne, se si vuole, un po’ di carbone a-nimale e si filtra.
In questo modo e con questa prepara-zione si ottiene tutta la parte estratti-va solubile della lattuga. Per determina-re la proporzione nella quale si trova sifanno evaporare sopra un piatto, primapesatosi, quattro once del succo stesso sucui si è operato per convertirlo in sirop-po. Il peso dell’ estratto ottenuto con laevaporazione avendo fatto riconoscere iasua proporzione, sarà facile determinarequella dell’ estratto per ogni oncia diquesto siroppo.
Per tal modo, allorché, per esempio, siavrà operato su 8 once di succo, e che inconseguenza dell’operazione si avranno ot-tenute 2 3 once di siroppo; mentre da unaaltra parte, 4 once di succo evaporato conla stufa avranno dato una dramma di estrat-to, si potrà concludere che ogni oncia disiroppo contiene 6 grani di estratto.
Dalle osservazioni fatte da Francois, laazione del succo di lattuga sembra esseresedativa, diminuire la rapidità della circola-zione, ed in conseguenza del calor natura-le j da questo lato differisce molto dall’op-