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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lauro

uia difficoltà gettano radici. L’albero dellacanfora fiorisce di raro nei nostri climi.Gleditsch, elio lia pubblicate alcune os-servazioni intorno ad esso nelle Memorieadì’ Accademia di Berlino dell’anno 17 74riferisce che un individuo che coltivatasida parecchi anni nella Marca di Brandc-bur'go, fiorì nel 1749; che una secondapianta, che aveva quattordici anni, e cheproveniva da margotti, fiori pure nel giar-dino botanico di Berlino nel 1774; cheuna terza pianta ebbe anche essa i fiori adHelmsted qualche tempio dopo ; e chefinalmente ne fiorì una quarta a Dresda .Fra gl’ individui che si coltivano nel giar-dino del Museo di storia naturale in Fran-ala, ne fiorì uno nel 1 80 5 .

In qual guisa dalle piarti di quest’ al-bero si ottenga la canfora greggia, e comequesta poi si depuri,venne già detto agliarticoli Canfora del dizionario e di questoSuppilimento : qui faremo un cenno sullediverse specie di canfora che sogliono tro-varsi in commercio, sui caratteri che le di-stinguono e sul relativo loro valore.

La canfora che ci viene dalle isole diSumatra e di Borneo , è più rara, più tra-sparente, e di odore più grato di quelladel Giappone , e in conseguenza di piiùcaro pirezzo. L’albero che la piroduce nonè ben conosciuto, ma secondo quel chene han detto il Boccone e il Breinio, di-versifica molto dall’ alloro canfora, poichégiunge a minore altezza, ed ha il legnofungoso, ed il tronco interrotto da nodi,come le canne. Gli aiutanti di quelle isolelo chiamano iono , c ne levano la canfora,non per via di ebollizione, ma raccoglien-dola bella e formata nelle spaccature dellegno e nelle sue fibre, dopo averle diviseed esposte al sole, e facendola finalmentepassare per setaccio a fine di separararne lesostanze estranee. Onesta canfora è in pùc-c °le lamine ed in grani minuti, nè si vola-tilizza all’ aria come la precedente. Il Kem-

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ferio dice che le radici della cassia ti-gnea danno pure della canfora, come an-che lo squiuanto d’ Arabia ( andropogonschoenanthas , Linn.)

Trovasi la canfora in molte altre pian-te, specialmente nella canforosma, nelloabrotano, nel timo, nel ramerino, nellasalvia, nella lavandola, ed in un gran nu-mero di labiate. L’ aristolochia pupa’ (ari-stolochia sypho,L'mn.) tramanda un forteodore di canfora, quando questa piiantasi taglia fresca. (V. Canfora.)

11 lauro cannella (Laurus cinnamo-rmiìii Linn. ) è uno degli alberi p>iù inte-ressanti del genere dei lauri a motivo del-1 ’ utilità che presentano tutte le sue parti,pegli aromali preziosi che somministra cpegli usi variati cui queste s’impiegano.Si alza da 537 metri, ed il suo troncoacquista un diametro di circa o , m 5 ; hala corteccia bruno-grigiastra all" esterno,che diviene di un giallo rossastro interna-mente. Il frutto è una drupa ovale,bruna,biancastra, lunga 12 a i 3 millimetri checontiene una polpa verde ed untuosa, laquale avviluppa un nocciolo in cui tro-vasi una mandorla porpmrina. Si discussemolto a lungo per sapere se la nostra can-nella era il cìnnamomum degli Ebrei edei Greci ; ma tale quistione rimane an-cora indecisa. Agli articoli Alloro e Can-nella si è veduto in quali paesi cresca que-sto albero, e come gli Olandesi si fosseroresi padroni esclusivi del commercio im-portante di questa droga scacciando i Por-toghesi dal Ceilan e conquistando loroanche il regtro di Colliri , sulla costa delMalabar, a fine di togliere loro la ven-dita della cannella silvestre o cannellabianca, ivinterana cannella , la quale cre-sce in questo paese. La distrussero, ed in-sieme con questa tutti gli altri cinnamomiche erano cresciuti senza essere coltivati,dd anche una parte di quelli che si colti-pvavano, imperocché da una esperienza di