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più. di 120 anni erano giunti a conoscerequanta era la cannella che poteva occor-rere pel loro commercio, e così eran ri-masti persuasi che non ne avrebbero ven-duto di più, quand’ anche 1’ avessero rila-sciata a miglior mercato. Avevano cura ditenerne il prezzo alquanto elevato nonraccogliendone che una data quantità, chenegli ultimi tempi giugneva a circa I 2,000quintali, una metà della quale passava inEuropa e 1 ’ altra si consumava nell’ Asia .Ora però questo monopolio è finito : iFrancesi furono i primi a trasportare lavarietà detta rasse coronile ,dal Ceilanall’ Isola di Francia ed alla Caienna e gliInglesi dopo qualche anno la fecero alli-gnare alla Giammaica ; e la corte di Por-togallo nel 1798 e 1799, sotto il mini-stero di D. Rodrigo de Sonsa, ne léce per-venire qualche centinaio di piante al Bra-sile dove hanno prosperato.
Quest’ albero fiorisce in febbraio o inmarzo, e si mantien verde tutto l’anno.L’ età, 1’ esposizione e la maniera di colti-varlo modificano in modo singolare la .qualità della scorza che se ne leva. Quella <somministrata dai grossi rami è meno sti- 1mata di quella dei ramoscelli più delicati, Ie però la cannella distiugucsi in fina, wez- 1zana e greggia.
La cannella si raccoglie due volte Pan- 1no. Il primo raccolto, che è il più cousi- jderubile, si fa dall’ aprile all’ agosto, men- 1tre hanno luogo venti periodici e piovosi, ie il secondo, che è più piccolo, dal no- <vembre al gennaio, durante i venti regolari 1secchi. Si tagliano i rami che sono di tre 1anni, dai quali si leva la scorza esterna, <staccandola con un piccolo roncolo ta- '•gliente tanto nella curvatura che nella <costola. Con la punta di questo roncolo si 1fende la seconda scorza da una estremità ;all’ altra del ramo, e con la costola dello istesso strumento si stacca questa a poco
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: alla volta. Si raccolgono tutte queste jcor-
- ze, ponendo le più piccole fra le più gran-
- di, ed esponendole al sole, dove sempre
- più si accartocciano fra loro a misura che
■ divengono più secche. In capo a dueoi tre anni P albero trovasi rivestito di una1 nuova scorza, la quale si può allora leva-: re. Ma perchè questi alberi sieno in grado1 di essere sbucciati, debbono contare un1 certo numero di anni, sebbene possano, anche, secondo la natura del suolo, la col-i tura e la sp>ecie, somministrare la cannella1 più o meno prontamente : infatti gli al-beri che crescono nelle vallate e nelle sab-
i bie minute, sono in grado di essere sbuc-
■ ciati in capo a tre anni, laddove quelli
■ che sono piantati in luoghi umidi, acqui-
■ trinosi, o che sono aduggiati da grandi
■ alberi, non somministrano così presto la
■ cannella, e ne danno invece una minorequantità meno aromatica, e in conseguen-
. za che contiene meno olio essenziale. Lascorza esterna bigiastra ò pochissimo aro-
■ matica, e però quelli che raccolgono la can-nella usano molta diligenza nel separarequesta scorza per gettarla via : in questaraccolta hanno inoltre P avvertenza di nontagliare una terza scorza più interna an-cora, perché P albero perirebbe. Come sivede questa operazione non diversifica innulla dal modo ordinario di scortecciaregli alberi, scegliendosi il tempo per questaoperazione in cui il succhio per essere moltocopioso fa che si distacchino e si separinocon facilità queste differenti scorze. Sem-bra che il nome volgare di cannella prov-venga dalla forma accartocciata sotto laquale ci arriva, essendo quel nome ignotoagli antichi ed anche alle regioni orientaliche ce la trasmettono, imperocché gli Ara-bi la chiamano i/uesle ed i Persiani dar-sini. Gli Italiani , che per. molli secoli fu-rono i soli a portare in Europa le drogheed altre mercanzie dell’Oriente, la distinse-