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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lavandaia

braccia fissate ad un’asse centrale cui davasiun molo circolare rapidissimo. Per avereun dato di questa velocità basterà il sape-re che in meno di dieci minuti asciugavan-si pannilini, i quali dopo usciti dall’acquaeransi soltanto spremuti molto imperfetta-mente mediante un cilindro di pietra so-pra una tavola inclinata. Fra quelli che vi-dero agire questa macchina citasi il Darcet.In appresso lo stessi artifizio venne espe-rimentato da varii, e fra gli altri da un ap-parecchiatore di scialli che usava a tal fineun cilindro di zinco rotatorio che il suopredecessore aveva fatto eseguire moltianni prima. Questi fatti mostrano comenulla vi fosse di nuovo nell’ invenzione,e come quella per conseguenza nessundiritto avesse all’esclusiva di un privilegio.

Tuttavia chiesesi questo la prima volta,ultimamente, sotto il nome di Penzoldt, de-scrivendosi il meccanismo come compostodi un cilindro orizzontale che girava sulproprio asse. Poco tempo dopo chiesesidallo stesso un privilegio di perfeziona-mento e di aggiunta alla sua prima inven-zione, ponendosi il cilindro verticale anzi-ché orizzontale e dandogli una maggiorevelocità di rotazione con 1’ aggiunta di untamburo posto sull’asse di un cilindro e diuna corda eterna che trascinava seco unapuleggia. Siccome il cilindro di Penzoldtnon aveva che due decimetri di diametro,così per dare alla forza centrifuga 1’ effet-to necessario sarebbe stato duopo aumen-tarne la velocità considerevolmente, edil meccanismo descritto nell’ aggiunta nonbastava per giugnere a questo scopo. Ca-ron prese in appresso un secondo privile-gio per la moltiplicazione delle pulegglea corde eterne, e poscia vi sostituì un ro-tismo ad ingranaggio. Lo scopo primitivodi Penzoldt era appunto 1’ asciugamentodei pannilini nelle lavanderie ; ma poiCaron applicò principalmente 1’ idro-estrattore all’ asciugamento dei parmilani,

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degli scialli e di vari altri tessuti nelle fab-briche. Tutti e due però questi pretesi in-ventori riguardano sotto un solo aspettoil problema dell’ asciugamento con la ro-tazione, non avendo riflettuto all’altro mez-zo di accrescere la velocità, collocando itessuti più lontani dall’asse, cioè sostituen-do al cilindro un anello cavo circolare agrande raggio o capacità distinte poste agrande distanza dall’asse', entrambe le qua-li forme sono molto preferibili al cilindrosemplice. Siccome le varie parti dei tessu-ti che sono poste a diversa distanza dall’as-se di rotazione sono animate da forze cen-trifughe assai differenti, si comprende cheil cilindro presenta l’inconveniente che itessuti posti vicini all’ asse si asciuganomolto più tardi e meno compiutamentedegli altri. Giova quindi lasciare vuoto lospazio vicino all’asse, dal quale d’altra partetendono a sfuggire i tessuti stessi. Perciòla disposizione anulare è senza confrontoda preferirsi. Un altro motivo ancora piùforte sembra esigere questa forma. Abbiamogià detto che per dare all’acqua che bagnai tessuti la forza centrifuga necessaria all’a-sciugamento bisogna che questi si muovanocon grandissima velocità, che deesi ottenereo dando un grande raggio al circolo chepercorrono questi tessuti, o moltiplicandoabbastanza il numero di giri che fanno inun dato tempo mediante ruote dentate epuleggie. L’uso per altro di un gran nume-ro di ruote e di coreggie ha varii incon-venienti, e ne ha di più gravi ancora l’au-mento della velocità angolare dell’asse delcilindro spinta troppo oltre. La teoriaadunque consiglia di non abusare di questamoltiplicazione della velocità angolare, e diricorrere piuttosto all’ aumento della cir-conferenza percorsa da ogni parte dei tes-suti.

Caron suol dare al cilindro i diametridi un metro, di i m ,5 0 di i i o ; la se-conda misura è quella più ricercata per le