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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lavar ete

rauller, curato nel Wùrtomberg.dopo mol-te esperienzo ne diffondesse la coltivazionenei dintorni di Perdinguen. Non sappia-mo se siasi sostenuta, ma siamo dispostia dubitarne per ciò che in Francia oguiqual volta .cercossi di darla agli animali,questi la rifiutarono dopo averne assag-giato poche volte. Non ci è noto chesiasi spinta più oltre la prova, ma a que-sta sfavorevole presunzione, aggiugnesiil fatto materiale della durezza degli ste-li al tempo della fioritura, sicché se si vo-lesse ottenere un fieno mangiabile da que-st’erba converrebbe falciarla molto pertempo. Abbiamo parlato di questa bellapianta leguminosa solo per premunire chisi lasciasse sedurre dalla lusinghiera ap-parenza che essa presenta.

(Oscar Leclerc Thouin.)

LAVARETE. Pesce che ha qualche so-miglianza col sermone, e detto da Linneosalmo lavaretus , il quale trovasi nell’ o-ceano Atlantico settentrionale, nel Baltico e nel lago di Ginevra, ove riceve il nomedi Ferrai. Sta ordinariamente immersonei luoghi più profondi ed abbandona l’al-to mare al momento in cui le arringhe co-minciano ad andare in fregola, e ciò permangiamele uova. Quando esso pure deeandare in fregola, si accosta alle rive, loche ordinariamente succede sulla fine del-1’ estate ovvero in autunno ; si vede allorafrequentare le imboccature dei fiumi, lecui acque scorrono con la maggiore rapi-dità. La femmina, seguitata dal maschio,frega il suo ventre contro i ciottoli, a finedi deporre più agevolmente le uova.

Allorché i pesci di questa specie risal-gono i fiumi, si avanzano a branchi indue file riuniti ad angolo acuto, e pre-ceduti da un individuo più forte o più co-raggioso. Se i venti agitano la superficiedell’ acqua vanno al fondo e «tanno na-scosti fino al termine della tempesta : pre-mendosi inoltre che la preveggano lungotempo prima che si manifesti.

Lavarohe 4^

Dopo il parto e la fecondazione dellauova, ritornano al mare, accompagnati da-gli individui giovani che sono giunti allalunghezza di 3 a 4 pollici. Camminanoallora senz’ ordine. Si assicura che affret-tano il loro ritorno^quando il rigido fred-do dee presto sòpraggiugnere e che lo dif-feriscono se il verno dee essere ritardato.

Muoiono quasi appena vengono tiralifuori dall’ acqua ; si può per altro, conmolta precauzione, trasportarli ed alle-varli in istagni profondi, di fondo renoso,locchè praticasi in Prussia, paese ove que-sti pesci sono in molta abbondanza.

I lavateti si cibano d’insetti. Odier, me-dico ginevrino, ha trovato, nel canale in-testinale di un individuo diseccato, un buonnumero di larve di libellule, mesciute conuna sostanza grigia. Moltiplicano poco, giac-ché molti pesci ed essi medesimi divoranole proprie uova. Gli squali lor muovonopure una guerra ostinata. I lavateti si pesca-no con grandi reti, ovvero con la fiocina ;la loro carne è bianca e di gustoso sa-pore. Nei luoghi ove ne è abbondante lapesca si allumano e si salano.

Variano un poco secondo i luoghi neiquali si trovano. Nel lago di Ginevra, fraRolle e Morges , si chiamano gravansgravranches, ovvero gravanches. Colà,hanno il muso più appuntito, il saporemeno delicato ed ordinariamente le dimen-sioni più piccole. Per undici mesi dell’an-no, stanno costantemente nei luoghi piùfondi, vale a dire alla profondità di 3oo a4oo metri; e non si possono prendereche verso la fine dell’ autunno, con unarete ed. un frugnolo.

Nel lago di Neufchàtel si trovano lava-reti che si chiamano palèes e bondelles. Sene salano molti e si spediscono da lontano,come le sardine.

(Croquet.)

LAVARONE . Tutto ciò che un fiumeporta a galla od il mare rigetta sullaspiaggia. (Alberti.)