4^6 I.iVATURA
L.4VASC0DELLE. Colui che lava le
scodelle, o guattero.
(Alberti.)
LAVATO. Aggiunto di una sorta dic jlor baio, e dicesi del pelo dei cavalli.
(Alberti.)
Lavato. Dicesi pane lavato il pane af-fettato, arrostito, poscia inzuppalo od a-sperso con un po’ di aceto con zucchero osimili.
(Alberti.)
LAVATOIO. V. Lavandaia e Lava-
tlha.
Lavatoio. Quei luoghi che veggousipresso gli Indiani ed i Musulmani pocodistanti dalle pagode e moschee, dove, perreligione, prima di entrare si lavano il cor-po od alcune membra.
(VoEL.)
LAVATORE, LAVATRICE. V. La-vandaia.
LAVATURA. Cosa intendasi per que-sta parola venne abbastanza nel Dizionarioindicato ; qui pertanto in articoli separatitratteremo di alcune di quelle lavature che,o costituiscono un ramo d’ industria diper sè stesse, o sono parte importante diun altro ramo, rimandando per le altre la-vature di minore importanza agli articolirelativi a quelle manifatture nelle quali sipraticano.
(G**M.)
Lavatura. Oltre che 1’ operazione dellavare indicasi con questo nome anchequel liquido, nel quale si è lavata alcunacosa. All’ articolo Lavandaia, in questoSupplimenlo indicossi la maniera di trar-re partito da alcuni di questi liquidi.
(G**M.)
Lavatura. Dicesi anche qualsiasi prepa-rato che serva a lavare checchessia, e spe-cialmente per la persona (V. Cosmetico).
(Alberti.)
Lavatura ad esaurimento . Quandovegliatisi estrarre da una sostanza qualun-
Layatura
qus alcuni principii, la maniera più sem-plice è quella’ di trovare un veicolo o me-struo,nel quale questi principii sieno solu-bili, e nel trattare con esso la sostanza me-desima. Il modo però di estrazione variasecondo il grado di solubilità dei principiila importanza clic vi ha di raccorli tinti ono, e la quantità di solvente più o menogrande che si può, o si vuole impiegare.Talora basta la semplice Infusione prolun-gata più o meno, tal altra occorre la Mace-razione, spesso la agitazione; qualche vol-ta fa bisogno ricorrere all’aiuto del calo-re e si hanno Decozioni ; talvolta, final-mente si fa passare molto liquido ripetuta-mente, sulla sostanza, a guisa che si volesselavarla da quei principii, ed è questo il me-todo che chiamiamo lavatura ad esaurimen-to, il solo del quale dobbiamo ora occu-parci.
Allora quando trattasi solamente dispogliate allatto una materia insolubiledelle sostanze solili ali che vi sono unite,non avvi altro limite nelle proporzioni diacqua adoperala che la difficoltà di procu-rarsela e di darle* uno scolo. Tale si è ilcaso che occorre sovente nei lvboratoidichimica, ed in allora si pone la materiada lavarsi sopra un feltro di carta bibulao di stamigna, gettandovi sopra dell’ a-cqua, e non aggiugnendone mai di nuo-va se non è scolata totalmente la pri-ma, altrimenti non si farebbe che diluirela porzione di liquido rimastavi. Adoperasiun fiasco a getto (V. Laboratorio ) per la-vare continuamente 1’ orlo del feltro, a fi-ne di raccogliere tutta la materia contenu-tavi. Talvolta si mesce il precipitato conun filetto di acqua più gr ande, acciocchérendendosi troppo compatto non impedi-sca che 1’ acqua coli. Quando alcune goc-ce dell’ acqua di lavacro non lanciano piùindizio veruno di residuo, evaporando so-pra una spatola di platino pulita o d’oro,il lavacro è terminato. Al contrario finche