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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lavatura

quest’ acqua lascia qualche residuo, è ne-cessario continuare il lavacro, e volendosiessere esattissimo espcrimentatore si esegui-sce la prova con l’evaporazione sopra il ve-tro, alla cui superficie le macchie si distin-guono meglio. Siccome in generale, e massi-me quando trattasi di certi precipitati, laoperazione del lavacro richiede mollo tem-po,così ccrcaronsi mezzi di abbreviarla odi eseguirla senza starvi presenti. Adoperasia tale oggetto un apparato costruito coglistessi principii di quelli che servono perfeltrare. Può vedersene uno disegnato edescritto all’ articolo Laboratorio di que-sto Supplimento (T. XVI, pag. 11 1 eTav. XXX delle Arti chimiche, fig. 12).

Dopo die il fiasco venne riempito di a-cqua e vi si è introdotto il tubo, si capo-volge in un sostegno sopra P imbuto cliccontiene il precipitato che vuoisi lavare, siversa dell’ acqua sopra il precipitato e sipone 1 ’ orifizio del tubo al di sotto del li-vello dell'acqua come indica la figura.Quando quest’ acqua, si è abbassata finoad un certo punto, l’aria entra bolla a bol-la pel tubo nella boccia, ed in sua veceuna quantità corrispondente di acqua colasul feltro. L’ orifìzio del tubo si fa in talcaso rivolto in alto,a fine di condurre l’a-cqua pura alla superficie,senza che mescasic m la soluzione cui dee sostituirsi, comeaccaderebbe, se P orifizio fosse rivolto albasso. Iu generale, quando si lava, deesiprocurare attentamente che non si fòrmialcuna via diretta di scolo, ed avere in mi-ra di ben mescere il precipitato, quandose ne fosse aperta una, il che si riconoscedalla celerità con cui passa l’acqua.

Un altro stromento che serve a lavaresenza interruzione e che soddisfa all’ og-getto ugualmente bene fu descritto da GayDussac, e vedesi rappresentato nella Ta-vola XXXI delle Arti chimiche, fig. 3 . Èun fiasco per tre quarti pieno di acqua ed*rmeticamente chiuso con un turacciolo di

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sovero attraverso, al quale passano due tu-bi ; uno diritto ed aperto, tagliato a sgem-bo inferiormente per facilitare il passag-gio dell’ aria ; 1 " altro è un sifone a ramiuguali ab, ed pieno di acqua. Il ramo e-sterno del sifone entra nell’ imbuto d. Echiaro che questo sifone deesi considerarecome formato di braccia ineguali e che ilbraccio esterno è più lungo dell’internocontenuto nel fiasco, di una quantità ugua-le alla distanza di altezza tra J eA a, valea dire tra il piano orizzontale dell’ orifiziodel tubo diritto ej' e di quello del bracciointerno ba del sifone,e che se l’acqua del-P imbuto non cola con la stessa velocitàcon cui affluisce pici sifone, non s’innalzagiammai abbastanza nell’ imbuto medesimoper oltrepassare il piano orizzontale dell’o-rifizio j\ perchè allora il sifone ritorna abraccia uguali.

Si ghigne ad un medesimo scopo anchecon altro apparato che si vede nella fig. 4.Il tubo chiuso ab termina in b con unaapertura che trattiene P acqua con unaforza di capillarità tanto maggiore quan-to è più stretta P apertura. Per vincerequesta forza, occorre una colonna d’ a-cqua di una certa altezza che è maggiorein proporzione che il diametro dell’ aper-tura b è più piccolo. Questa altezza deeessere conosciuta con P esperienza o colcalcolo ogni volta che si costruisce un si-mile stromento. Suppongasi che la distan-za fra le linee punteggiate b e c indichi laaltezza della colonna di acqua esattamentenecessaria a vincere la capillarità dell’ a-pcrtura b ; è chiaro che quando il liquoresi sarà abbassato nel feltro al di sotto di cP aria penetrerà per b, e P acqua coleràper d, finche il suo livello sarà ritornatoalla linea c.

Se, nella fig. 3 , si curva di basso in al-to P orifizio inferiore del ramo esterno cdil lavacro si compie più prontamente e piùesattamente pei motivi addietro accennati