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L’ inventore diede al suo apparato il no-me di esaurisucco (exhaurisuc), ed ec-co in qual guisa ragioni intorno ai vantag-gi di quello.
Quantunque numerose esperienze fatteda abili persone abbiano tolto ogni dub-bio che il lavacro dei vegetali nell’ acquasia il miglior mezzo per estrarre tutta lamateria zuccherina che contengono, pure lamaggior parte dei fabbricatori si attengonotuttavia all’ uso degli strettoi, quantunquesappiano che il più possente di quelli nondà in corso di fabbricazione che 6 \ a 68per o/o del succo di barbabietole. Nellefabbriche di zuccheri alle Colonie ottiensiancor meno, poiché i mulini a cilindro nondanno più del 5 o. Ora in questi due casiil residuo conserva metà e più delle ma-teria zuccherina che va in tal guisa perdu-ta. Si è adunque dietro la cognizione diquesto fatto che alcuni sperimentatori per-severanti attaccaronsi a superare le difficol-tà che si opponevano alla sostituzione deltrattamento per via umida invece di quelloper via secca, cioè all’ estrazione col lava-cro invece che con la spremitura.
E quindi certo che mediante la via umi-da può ottenersi da un vegetale saccarife-ro, il cui succo segni 7 gradi e mezzo, piùche un 1 o per 0/0 di zucchero, mentre in-vece per la via secca non si oltrepassa un 5 .Di più siccome ottennersi questi risultamen-ti, quantunque la cottura siasi fatta a vapo-re e con una caldaia scoperta, cosi certa-mente sarebbesi oltrepassata questa quan-tità se si fosse operato con apparecchi chiu-si ermeticamente, simili a quelli che vi han-no in molte grandi fabbriche e che tornanotanto utili, perchè danno zuccheri moltopiù belli, più bianchi,più graniti, più bril-lanti, più grassi e che valgono per conse-guenza di più. D’altra parte la quantitàdi calce impiegata per la precipitazionedella feccia è minore di una metà, il che,oltre all’ aumentare il prodotto, scema le
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spese del combustibile, occorrendone menoper avere 1’ ebollizione necessaria a questaoperazione. Inoltre un’ altra considerazio-ne molto importante si è che in tal guisasi scema anche di molto la spesa del car-bone animale.
Le canne danno un succo che segna12 gradi ed anche più, quindi si può conchiudere per analogia che ceuto chilo-grammi di questo vegetale daranno fino al1 8 per 0/0 almeno di bello ed ottimo zuc-chero a chiunque saprà ben lavorarlo;poiché, sicccome la polpa delle barbabie-tole all’ uscire dal più possente stretto-io conserva ancora quasi la metà della ma-teria zuccherina che contiene il vegetale, ècerto essere lo stesso della canna, la cuiparte legnosa si impregna dello zuccherodurante la pressione che prora passandosotto i cilindri che sono anche per lamaggior parte assai mal costruiti. Conialavatura invece lo zucchero resterebbe di-sciolto e potrebbe ottenersi interamentecon 1 ’ evaporazione. Si è anche osservatoche in proporzione ottenevasi più zuccheroda un vegetale secco che da uno appenaraccolto; ma sfortunatamente le spese pddiseccamene» sono tanto grandi nella mag-gior parte dei luoghi che è difficile di esse-re in circostanze favorevoli per poterlopraticare utilmente.
Il lavacro lapido ed a freddo, quan-tunque fosse preferibile alla macerazionepropriamente detta, aveva f inconvenien-te di esigere una grande quantità di acqua,il che cagionava una spesa gravissima dicombustibile anche nei luoghi dove que-sto si trova a miglior mercato. Per riparar-vi s’immaginarono varii mezzi di evapora-re con economia,essendosi anche aiuto labuona idea di utilizzare il calore del vapo-re proveniente dal liquido assoggettato allaevaporazione. Chaumè dice aver fatto mol-te prove per tale oggetto ed essere giuntoa trovare parecchii mezzi applicabili tanta