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o diametro di o"‘,52 circa; il coper-chio dee chiudere con la maggior esattez-za possibile. Alla distanza di circa o m ,o4dal fondo, se ne colloca un altro mobile,sopra il quale si fermano bacchette di ve-tro distribuite in giro, le quali servono asostenere le stampe macchiate, che si vo-gliono pulire, tenendole separate le unedalle altre. Nel centro dell’apparecchio ev-vi un canale di piombo, che ha principioda un imbuto del diametro di circa o"‘,o4,il quale esce fuori dal coperchio, e passan-do al di sotto del fondo mobile si curva suquello fisso, torna nuovamente verso ilfondo mobile, e termina alla superficie diquello.
Prima di porre le stampe entro questoapparecchio si devono separare quelle un-te, ovvero ingiallite del tutto o parzialmen-te, da quelle che solamente sono mac-chiate di inchiostro. S’immergono le pri-me in un vaso di terra verniciato a fondopiano od in un piccolo mastello di legnobianco con una soluzione calda ma debo-le di potassa, per esempio, a gradi i 1/2 diBaum è,ricavata dalla liscivazione delle cene-ri, e specialmente da quelle di sarmenti ab-bruciati. Silasciano stare le stampe per dueo tre ore in quel bagno; si toglie il ranno esi empie il vaso di acqua chiara per ispo-gliare le stampe di tutte le parti dell’alcalionde si fossero imbevute, la presenza delquale potrebbe pregiudicare alla buonariuscita dell’ operazione consecutiva, se sitenessero per lungo tempo a contatto del-1’ aria, nel qual caso le stampe si colorireb-bero di rosso: e perciò è ben fatto lavarle.
Scolata 1’ acqua pura dalle stampe, do-po un certo tempo, perchè acquistino consistenza, si collocano nell’ apparecchio so-praccitato, cominciando dal porre nel centroquelle di più piccola dimensione e segui-tando a disporre di mano in mano le piùgrandi. Situati in questo modo i fogli, situra esattamente col coperchio il vaso, e
Lavatura
per mezzo dell’ imbuto che comunica coltubo o canale di piombo, si versa nellostesso il cloro sciolto nell’acqua; e quandoquesto si vede salire ad un certo segno inun tubo di vetro laterale, si cessa di aggiu-gnernc di nuovo. Questa soluzione com-ponesi di una parte di cloro liquido con-centralo in quindici di acqua pura. Si la-sciano stare in questo nuovo bagno lestampe per lo spazio di tre ore, spirate lequali apresi una cannella situata nella par-te più bassa del vaso e mediante un tu-bo viene il liquido ricevuto in altro vaso,che si tiene ben chiuso acciò 1’ odore edi vapori che s’innalzano dal cloro nonvengano a nuocere all’ operatore. Quandosi conosce che questo fluido è passato tutto nell’ altro vaso, si chiude la cannella epel solito tubo di piombo vi s 1 introducedell’ acqua chiara, fino a tanto che f ap-parato ne resti nuovamente pieno; lo chesi conosce dall’acqua che vedesi sollevarsial tempo stesso in un tubo di vetro indi-catore del livello. Passata un’ora,si potràanche quell’ acqua scaricare dal vaso colmezzo della consueta cannella, gettandolacome inutile. La soluzione del cloro che haservito ad un’operazione, potrà impiegarsiancora per una seconda, aggiugnendoviuna parte di cloro per ogni 2 5 di essa.Lasciato [lassare un poco di tempo, consomma diligenza si comincierà a levare 1fogli dalla parte più esterna del vaso, etogliendo in seguito le bacchette di vetro,che separano il primo dal secondo strato,facilmente, e senza inconveniente alcunosi estrarranno le stampe tutte, che si eranoall’operazione sottoposte. Di mano in ma-no che queste si tolgono dall’apparato,pongonsi a sgocciolare sopirà un graticciodi paglia che dee essere coperto con unpannolino a due doppii. Trascorso un po-co di tempo si lavano con abbondantequantità di acqua, prima da una parte, poidall’ altra. Vi può essere pericolo che nel