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rivoltarle così imbevute di acqua, si venga-no forse a spezzare; e per evitarlo si ponesulla parte superiore della stampa un pan-no di lino o di canapa asciutto, a diversidoppii, e, làcendolo tenere in situazionepermanente sopra il graticcio, rivoltasi que-sto, e le stampe si ricevono sopra panni a-sciutti; quindi si tornano a collocare questisopra il graticcio medesimo, per lavare lestampe dalla parte opposta. Tale opera-zione è essenzialissima, perchè se le stam-pe non vengono immantinente lavate, siasciugano da sè con troppa sollecitudine,e non acquistano la bianchezza che si li-cerca. Le carte nel suddetto modo dispo-ste si pongono sopra una tavola, che deeessere situata in maniera da non poter ri-cevere una corrente di aria diretta, o 1’ a-zione mediata od immediata del sole, poi-ché ambedue potrebbero nuocere. Avantiche le carte si asciughino pienamente, cioèmentre sono ancora leggermente umide, simettono tra due pezzi di seta, sopra i qua-li si pungono cartoni che abbiano le me-desime dimensioni. Dopo che si sono ac-comodate tutte le stampe in quest" ordine,si collocano una sopra 1’ altra e si assog-gettano all’ azione dello strettoio che siprolunga almeno per lo spazio di 2.4 ore.Quando le stampe sono belle si possonoporre sotto lo strettoio fra due lamine le-vigate di rame, che abbiano estensione e-,guale a quella compresa fra i contorni delle stampe, vale a dire, esclusine i margini,col qual mezzo si ottiene che sembrino ti-rate poche ore innanzi sotto i cilindri deltorchio. Si devono dopo questa pressioneesporre all’ azione dell’aria libera e delsole, ad effetto di privarle dell’odore spia-cevole del cloro ; nè si riporranno se nonallora che saranno asciutte del tutto.Quantunque siensl usate le maggiori dili-genze può esservi il caso che alcune resti-no imbrattate di macchie gialle, special-mente prodotte dall’ azione del cloro sul-
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la materia animale della colla, che fa partedella carta. In tal caso le parti macchiatesi inumidiranno, e si esporranno ai vaporidell’ acido solforoso, abbruciando sopra icarboni accesi dello zolfo nella manieradescrittasi per le calze di seta.
Questo metodo deesi seguitare nel casoche si voglia imbiancare un numero assaigrande di stampe, e potrebbe servire perchi ne volesse fare un oggetto di specula-zione ed un ramo permanente d’industria.Qualora poi 1’ imbiancamento si dovesselimitare ad una sola stampa o ad un nu-mero ristretto di esse, si potrà ottenere ilmedesimo effetto se dopo averle tenute inun bagno alcalino e diligentemente lavate,si faranno passare nel cloro sciolto, in untondo od altro vaso al medesimo equiva-lente ; ma allora il cloro dee essere scioltonell’acqua alla proporzione di un decimo,perchè essendo aperto 1’ apparecchio ovesi eseguisce l’operazione, ad ogni momen-to si innalza del cloro allo stato di gas, ela soluzione perde continuamente di atti-vità. Non debbonsi in questo caso tenereimmerse le stampe per lo spazio di temporichiesto con l’altro metodo, poiché si po-trebbe correr pericolo di vedere attaccalala carta e distrutte allatto le stampe che sivolevano restaurare. Del rimanente è in-dispensabile essere rigorosamente esatti nel-1’ eseguir tutto ciò che si è detto relativa-mente alla buona condotta dell’ interometodo.
Sipuò anche,invece del cloro, adopera-re una soluzione di cloruro di calce, edanzi, se la facilità di effettuare 1’ operazio-ne e la ^carezza per parte dell’ operatoreandassero di egual passo con la buona riu-scita dell’ imbiancamento e pulizia dellestampe, non esiteremmo un momento aconsigliar di anteporre questo mezzo al-1’ altro spiegato di sopra. Ma nell’ ultimouna parte del sale resta così aderente allacarta,che si rende difficile di poterlo toglie-