Band 
Tomo XXX. [Supplimento.]
Seite
464
JPEG-Download
 

464 Lavatubi

re od almeno è necessario ripetere per unnumero grande di volle le lavature per la-re appieno sparire quella polvere bianca,che si deposita sulla stampa, e che si puòquasi dire una nuova macchia, e le reite-rate lavature possono snervare la carta edisunirne le parti. Questo modo d’imbian-camento perciò non si deve eseguire checon somma attenzione, e perseverante pa-zienza. Qualora adunque uno voglia net-tare le stampe mediante 1’ azione del clo-ruro di calce se ne dee sciogliere una mez-z’ oncia per ogni libbra di acqua distillata,aggiugnendo otto gocce di acido solforicoper render libera una parte del cloro. Diquesta soluzione è mestieri fare opportuna-mente imbevere da ambe le parti la stam-pa, quindi porla in un vaso piano con lafaccia stampata all’insù ; e finalmente ver-sarvi il liquido residuo in modo da tener-la tutta coperta. Si lascia stare in tale si-tuazione per dieci o dodici ore ; passate lequali logliesi la soluzione salina; vi si ver-sa acqua chiara, ed in seguito lavasi e sitorna ad infonderla per quattro o sei volte,avvertendo di farla penetrare nella cartacon l’interposizione di un pannolino a dueo tre doppi, acciò quella dall’ urto nonvenga a sfondarsi. Subito che si vede cheil sale è interamente sparito dalla stampa,si lascia stare nel vaso senza 1’ acqua perun poco di tempo, perchè si assodi la car-ta ; ed allora si colloca sul graticcio solito,e le si danno altre lavature per renderlaperfettamente bianca, operando nel lestocol modo prescritto di sopra.

I’ossonsi anche imbiancare le stampecon la sola acqua semplice, ma questa o-perazione non è applicabile se non al ca-so che sieno soltanto ingiallite o divenuterosse. Si prende allora un pezzo di tavolache abbia una superficie poco più ampiadella stampa da lavarsi; si fermano in am-bulile i lati della medesima alcuni piccolichiodi; ai quali si raccomandano alcuni fi-

Lavatuba

li. Disposta in tal maniera la tavola, vi s jstende una carta, e sopra questa la stampae fermando i fili ai lati respettivamenteopposti, si viene ad attraversare la stampache così è tenuta in modo da non poteressere portata via dal vento allorché sitiene esposta all’ azione del sole. Vi si ver-sa poscia dell’ acqua bollente cercando cheequabilmente stendasi su tutta la superfi-cie della carta stampiate ; a misura che a-sciugasi in alcuni punti, vi si fa scorrere1’ acqua rimasta nelle cavità formatesi.L’ acqua bollente si dee tornar a versaresopirà la carta tre o quattro volte, ed allo-ra vedesi dapprima stendersi la macchiagialla o rossa che fosse, sopra tutta la super-ficie del foglio stampato, ed in fine spari-re. Dopo aver fatta precedere quest’ ope-razione sulla stampa se la pone in un vasodi legno, e sopra vi si versa altra acquabollente ed il vaso si copre con un pannoo con una tela. In capto a sei o sett’ore latinta, che era aderente alle stampe di-staccasi c si scioglie nell’ acqua. Prima (liversare quest’ ultima acqua si dovrannocoprire le stampe con due fogli di cartagrossa, pierchè non si lacerino. Si leve-ranno dall’ acqua, e si sospenderanno e-sposte al sole sopirà fili, subito che avran-no riacquistata una tal quale tenacità o fer-mezza. Mentre si stendono al sole si haad osservare che la parte ove è l’impres-sione non sia volta dirimpetto ad esso,perchè verrebbe ad esserne non poco alte-rata. Nel caso che una sola opierazione nonsia stata bastevole per imbiancarle, si do-vrà ripeterla due o tre volte, ed in sommafino a tanto che siasi ottenuto 1’ intento.

Venne pure osservato che, tenendo lestampe lordate soltanto dalle macchie, dicui si è parlato, all’ azione della rugia-da e del sole, si aveva il medesimo ef-fetto. Volendo adunque ricorrere a que-sto mezzo, si forma un telaio di canna odi legno della figura corrispondente alla