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Lidio dando all’ uomo alcuni bisogni erendendogli necessario il lavoro fece ildiritto di lavorare la proprietà di ogni uo-mo, ed anzi è questa di tutte la prima, la
più sacra, la più inprescrittibile.
v Non ci tratterrà dall’eseguire questoatto di giustizia il timore che molti arti-giani abusino della libertà data a tutti diesercitare quei mestieri che ignorano, e cheil pubblico sia invaso da lavori mal fab-bricati. La libertà non produsse questitristi effetti nei luoghi ove è stabilita damolto tempo. Gli operai dei sobborghi edi altri luoghi privilegiati lavorano benequanto quelli dell’ interno di Parigi . Tuttisanno d’altra parte quanto fosse illusoriala vigilanza delle corporazioni in quan-to alla perfezione dei lavori, poiché tuttii membri della comunità inclinati essendoper lo spirito di corpo a sostenersi a vicen-da, un particolare che si lamenta, vedesiquasi sempre condannato, e si stanca dichiedere da un tribunale all’ altro perchègli si renda una giustizia che gli viene acostare più del danno onde vorrebbe es-sere risarcito.»
I successori di Turgot abolirono que-sto editto e tornarono in vigore le anticheleggi con alcune modificazioni soltanto,ma l’industria francese seppe superare tut-ti questi ostacoli, e crebbe grandemente lasua prosperità, mercè 1’ attività e perse-veranza de’suoi fabbricatori e la forza rag-guardevole della sua marina. Esportavansiannualmente in Ispagna oltre a 40,000dozzine di cappelli e calze di seta e rice-vevansi in cambio lane di merini, soda diAlicante e di Cartagena , acquavite, vini edoltre a 5o milioni in denaro ; spediva inPortogallo i suoi tessuti varii e leggeri diAmiens , le sue tele e battiste, i pannilanifini, gli oriuoli, le minuterie di bronzi do-rati od altre ; nel Piemonte e negli statidi Genova , esportava vini, liquori, olii,merci coloniali, cotoni, lane e prodotti
Lir.nvri
chimici ; in Russia , malgrado la mala im-pressione che vi avevano ispirato gli In-glesi sull’ industria francese , si ricevevanoda quella vini, olii, pannilani, seterie e der-rate coloniali. Dietro le ricerche di Chap-tal le esportazioni della Francia giugneva-no nell’ anno 1 789 all’ importo compres-sivo di 438,477,000 franchi, e nellostesso anno le importazioni ascendevano a634,365,ooo franchi. In questa ultima ci-fra entravano le produzioni delle coloniej francesi di Asia, Africa ed America , per unasomma di circa 24°, 000 , 000 , mentre l’e-sportazioni per queste colonie non giugne-vano, a termine medio che a 90,000,000.
Tale si era lo stato dell’ industria fran-cese , quando comparvero il decreto 4 ago-sto 1789 che implicitamente abrogava lecorporazioni, e quello del 2 marzo 1791,che stabiliva la soppressione delle maestrie,delle giurande e di ogni privilegio di pro-fessione, dicendovisi nell’ art. VII « chesarebbe libero a chiunque di fare quel ge-nere di commercio o di esercitare quel-l’arte o mestiere che meglio trovasse uti-le ; ma con 1’ obbligo di provvedersi pri-ma di una patente e di pagarne l’imporlodietro le tasse stabilite, e di conformarsi aquelle disposizioni di polizia che esistes-sero o potessero essere fatte. » Tutto fuallora sossopra e la reazione fu tanto piùgrave quanto che l’industria trovossi adun tratto nella maggiore anarchia. Di l'attosi vede che distruggendo tutto ad un pun-to e senza alcuna preparazione i regola-menti cui era da parecchi secoli soggetta,e nulla sostituendosi, e passando così dauna pesante severità ad una eccessiva li-cenza, si dovette esporre l’industria a lun-ghe e deplorabili perturbazioni. Nel 1791promulgaronsi le leggi del 7 gennaio e del2 5 maggio sui privilegi per le nuove in-venzioni, le quali sono in vigore tuttora,produssero buoni risultamenti, e malgradole modificazioni che si conobbero neces-