a 4 Libertà
aggiugnersi le leggi relative al titolo ed albollo degli oggetti di oro e di argento, al-le relazioni fra i manifattori e gli operai,all’ uso dei pesi e misure, ed una quantitàdi ordinanze amministrative emanate perl’interesse dell’ ordine pubblico, della si-curezza o della salubrità.
Il solo studio di queste leggi considera-te nel ft>ro insieme e 1’ esame dei motiviper cui vennero promulgate bastano perfar conoscere non esservi somiglianza al-cuna fra le restrizioni oggidì imposte nel-1’ esercizio delle professioni industriali equelle che vi avevano un tempo. Allora,giova ripeterlo, tutte queste restrizioni ten-devano a privati interessi e facevansi indi-pendentemente dalle autorità, senza con-trollerie e quasi senza appello ; riferivansialle persone piuttostochè alle cose ed eranosorgenti di innumerevoli abusi ; ora all’op-posto le personalità non trovano alcunriguardo in confronto al generale interes-se, e ciascuno può seguire quella carrierache stima opportuna, assoggettandosi a re-gole generali che nessuno può infrangere:non se gli dice lavorerete in tal guisa, se-guirete questo metodo^ questo sistema ;se gli lascia intera libertà nella scelta del-la sua professione e del suo lavoro. Lalegge, non chiedendogli conto dei segretidell 1 arte sua, esige soltanto che non ca-gioni alcun danno a’ suoi concittadini, con-sacrando in tal guisa un principio del di-ritto naturale e del diritto civile.
Sotto il dominio di questa legislazioneprotettrice di tutti gli interessi, secondatada liberali e numerose istituzioni, comeson quelle della Società di incoraggia-mento, dei Consigli generali del commercioe delle manifatture, 1’ industria francese giunse oggidì ad uuo stato di perfezionedi cui cercherebbesi invano nei secoli an-dati 1 ’ uguale. La sicurezza, la facilità cprontezza delle comunicazioni che presen-tano le sue strade, i canali, i migli oramen-
Libraio
ti introdotti nel servizio delle poste e Iostabilimento delle strade di ferro, sono perquella nazione altrettanti elementi di pros-perità e nuove fonti di progressi. L’ ulti-ma esposizione industriale francese mo-strò con P evidenza dei fatti quanto lescienze e la libertà, giudiziosamente appli-cate, riescano di vantaggio all’industria.
(Ad. Trbubchet.)
LIBISTICO Y. Levistico.
LIBRA (Tende in). Yale lo stessoche tenere in equilibrio. (Alberti.)
LIBRAIO. IG reci avevano scrittori chefacevano il mestiere di copiar libri, e dice-vansi questi bibliografi ; altri che pigneva-no le lettere, e si nominavan calligrafi -,finalmente altri che vendevano libri e que-sti erano detti dai Greci bibliopola ;, no-me che conservarono anche presso i Lati-ni. Questi pagavano scribi o copisti chetrascrivessero i libri, i quali vendevano.Abbiamo veduto all’articolo Legatore co-me alcuni pretendessero che i libri deiGreci antichi non fossero legati come i no-stri, ma composti di molti fogli attaccaticon colla ed uniti in lunghi rotoli, ma co-me fosse insussistente questa asserzione, ecome tanto gli antichi Greci come i Ro-mani , oltre a questi libri in forma dirotoli, altri ne avessero in cui si volgeva-no i fogli come al presente, e che questi a-vevano ad essere compacti , cioè legati, delche ci danno un’ idea gli antichi dittici. InAtene i librai avevano fondaci pubblici ovesolevano riunirsi le colte persone, perchèvi si leggevano i libri nuovi, e se ne davagiudizio.
Sullo stato dell’ arte libraria presso iRomani, trovansi molte dotte ed interes-santi ricerche in un opera tedesca di Cri-stiano Schoettgen di Norimberga , pubbli-cala nel 1722, col titolo di Storia dell’ar-te libraria. Diamo qui volentieri tradot-to il passo relativo allo stato di questaarte presso i Romani.