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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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i54 Limone

nelle acque usatesi pei lavacri del solfatodi calce, facilmente si ottiene cristallizzatocon la evaporazione semplicemente. Il me-todo da seguirsi a tal fine venne sufficien-temente indicato gli articoli Acido citrico< • poche osservazioni aggiorneremo a quan-to ivi si è detto.

I cristalli che si ottengono dalla primaevaporazione sono per lo più aghiformi ;ma il Parlies ritiene che, quando il citratodi calce si fosse ben depurato dalla inucila-gine, ed il liquore non evaporato più cheper la sua concentrazione non occorra in-nanzi d’ esporlo a cristallizzare, si avreb-bero sempre cristalli di forma romboidaletino dalla prima evaporazione. Sono que-sti nelle operazioni ordinarie presso a po-co del colore dello zucchero bruno, dettoinascabà. Non ostante però che quasi tut-ti gli autori ehé parlano dell'acido citrico,s’ accordano nel dire che i primi cristallisono di un color bruno carico, o pur ne-ri, Parke« assicura che, se la materia nonè bruciata durante 1’ evaporazione, non sidee attribuire quel colore se non al citratodi calce che non è stato sufficientementelavato e purgato dalla mucilaggine avantidi assoggettarlo all’ azione dell’ acido sol-forico, perchè egli vide più d’ una voltacomparire alla prima cristallizzazione suf-ficientemente bianchi i cristalli ed anchedi una forma regolare, crede quindi chesempre sarebbero tali se si pigliassero tut-te le convenienti precauzioni.

Ciò uon ostante, sebbene i cristalli pos-sano in tutti questi casi essere impiegatisenza discapito nella stampa sopra coto-nerie od altre tele, è tuttavia necessariotalvolta di averli perfettamente puri; si ot-terrà sempre 1’ acido citrico in bellissimicristalli, solidi e bianchissimi, qualora sisciolga e si faccia cristallizzare successiva-mente tre o quattro volte con acqua pu-la. E se si farà passare la prima soluzionedei cristalli bruni a traverso d’ima pelle

Limone

fina e bianca, stesa sopra un telaio, si to-glierà loro in questo modo una tale quan-tità di materia colorante, che due o tresoluzioni nell’ acqua pura basteranno perottenere cristalli bianchissimi.

Avvi ancora nella condotta di questaoperazione una cosa molto essenziale adosservarsi ; ed è il saper trarre partitodalle acque madri. In una manifattura diqualunque sorta, sovente il guadagno di-pende dall’ economia che si procura neldarne ai prodotti la forma mercantile :ma questo ha luogo principalmente inquella di cui parliamo, perchè l’alto prez-zo dell’ acido cristallizzato e le difficoltàsingolari, inseparabili dalla riduzione delleacque madri, rendono questa parte del-I’ operazione importantissima per coloroche fabbricano quell’ acido in grande.

Allorché si fa tosto bollire 1’ acido finoal grado di concentrazione necessario perla sua cristallizzazione, avvi sempre dellamucilaggine, o qualche altra sostanza car-bonizzata dal piccolo eccesso d’ acido sol-forico, dal che nasce che dopo un certonumero di concentrazioni, si avrà una quan-tità considerabile di acqua madre nerissi-ma, che non può più cristallizzare. Que-sta specie di residuo ha grandemente im-barazzato molli operatori, i quali 1" hannogettato come inutile ; si può tuttavia colmetodo seguente trarne partito, ed otte-nere bianco e ben cristallizzato tutto l’aci-do citrico eh’ esso contiene.

Qualunque sia la quantità d’ acqua ma-dre che si abbia, fa duqpo diluirla condie» i o dodici volle il suo volume d’acquapura, agitar bene il mescuglio, aggiugne.r-vi creta o calce, grado a grado fino allasua perfetta saturazione, ed operare in se-guito pienamente come si è dello di so-pra, e come se si trattasse nuovo succo dilimimi. In questa circostanza pel ò con-verrà lavare più volle nell’ acqua il citratodi calce : e pigliando tutte le necessarie