Linfa
re, anzi con istupore si osserverà che dalleparti che prima erano rami spunterannoradici e barboline, e viceversa dalla parteche prima era radice usciranno rami, fo-glie, e simili. Se adunque la linfa godessedi un moto comune e regolare di ascesae discesa, non potrebbesi spiegare siffattosorprendente fenomeno. Aggiungasi inol-tre 1’ altro esperimento di Duhamel, chenell’ inverno fece passare in una stufa cal-da alcuni rami sarmentosi di una vite, iquali, a differenza delle radici e degli alilirami lasciati fuori dalla stufa medesima edall’ aria libera, germogliarono e sono vi-gorosamente cresciuti. Per questi fatti iltesté citato agronomo ha per conseguenzapronunziato doversi verosimilmente am-mettere, che il moto della linfa in uuaparte non appartenga al moto generaledella medesima in tutta la pianta.
Resta a vedersi quale sia la forza che fasalire la linfa nei vasi e che non solamen-te la fa salire, ma le imprime un movi-mento d’ascesa, la cui forza Hales ha fattovedere esser capace di vincere una pressio-ne perpendicolare di 1 3 metri di acqua.
La maggior parte de’ naturalisti hannoattribuito il movimento della linfa all’ at-trazione capillare. E inutile poi di faremenzione di quelli, che, come Perrault ,hanno avuto ricorso alla fermentazioneod al peso dell’ atmosfera, per ispiegarequesto fenomeno.
Esiste un’attrazione fra molti corpi so-lidi e liquidi, in virtù della quale, se que-sti corpi solidi prendono la forma di pic-coli tubi, il liquido entra nel loro interno,e vi si innalza ad una certa altezza. Maquesta attrazione non è sensibile chequando il diametro del tubo è piccolissi-mo, per cui ha ricevuto il nome di attra-zione capillare. Si sa che esiste un’ attra-zione di questo genere fra le fibre vegetalied i liquidi acquei ; perchè questi liquidisalgono attraverso la materia vegetale mor-
, /ta. E dunque probabilissimo, che la nu-trizione delle piante entri nelle radici colmezzo dell’attrazione capillare, che si eser-cita fra i vasi della linfa, ed il liquido im-bevuto. Ma da che questa specie di attra-zione spiega perfettamente perchè l’umi-do entra nell’ apertura dei vasi linfatici,ne segue che non basta, come alcuni han-no supposto, a rendere egualmente ra-gione del movimento d’ascensione dellalinfa, e segnatamente della gran forza concui sale.
I fisici hanno fatto poche ricerche sullanatura e sulle leggi dell’ attrazione capil-lare. Ma ciò che se ne sa basta per fornirei mezzi onde decidere questa quistione.Essa consiste in una certa attrazione fra leparticelle del liquido e quelle del tubo. Èstato dimostrato che il suo cfi'etto non siestende, od almeno non è sensibile, aduna distanza più grande di quella di0,0 2 5 di un millimetro, E stato parimentedimostrato, che non è in virtù dell’ attra-zione capillare di tutto il tubo, che l’acquasale, ma solamente per quella d’ un pic-colo anello ; e Clairaut ha fatto vede-re, che questo anello è situato all’ estre-mità inferiore del tubo. Questo anelloattrae il liquido con una certa forza, e sequesta è maggiore di quella della coesionefra le particelle del liquido, entra questoin parte nel tubo, e continua ad entrarvicosì fino a che la quantità al di sopra dei-fi anello attraente del tubo, sia esatta-mente eguale pel suo peso, all’ eccessodella forza dell’ attrazione capillare fra iltubo ed il liquido sulla forza di coesionedelle particelle del liquido. In conseguen-za la quantità di acqua salila nel tubo èad un dipresso la misura di quest’eccesso,perchè 1’ anello attraente è probabilmen-te piccolissimo.
Si è dimostrato che le altezze, alle qualii liquidi si innalzano nei tubi capillari,sono in ragione inversa del diametro, ed