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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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in conseguenza più il diametro del tuboè piccolo, più grande è l’innalzamentodel liquido nel tubo. Ma siccome le par-ticelle dell’ acqua non sono infinitamentepiccole, ogni volta che il diametro del tuboè diminuito al di là di un certo diametro,1’ acqua non vi può salire, perchè allorale sue particelle sono più grosse dell’aper-tura del tubo. L’ elevazione dell’ acquanei tubi capillari dee dunque avere unlimite ; se i tubi capillari oltrepassano unacerta lunghezza, per piccola che possa es-sere la loro apertura interna, l’acqua nonsi innalzerà fimo alla loro estremità supe-riore, oppure non vi entrerà del tutto.Non abbiamo alcun metodo per deter-minare l’altezza precisa alla quale l’acquapotrebbe innalzarsi in un tubo capillare,il cui diametro interno fosse bastante-mente largo per non ammettere che unasola molecola d’acqua. Non si conosceadunque il limite dell’ altezza alla quale1’ acqua può essere innalzata col mezzodell’ attrazione capillare. Ma ogni volta,che il diametro interno del tubo è dimi-nuito al di là di un certo punto, la quan-tità dell’acqua che vi entra è troppo pococonsiderabile per essere sensibile. Si puòfacilmente determinare 1’ altezza, che 1’ a-cqua non può oltrepassare nei tubi capil-lari prima che ciò accada ; e se si fa ilcalcolo si troverà, che quest’ altezza nonapprossima la lunghezza dei vasi della linfain molte piante. Ma si vedono in oltre inuna grande quantità di piante lunghissimivasi linfatici d’un diametro troppo grandeperchè un liquido possa innalzarvisi sola-mente per tre decimetri a motivo dell’ at-trazione capillare, e nondimeno la linfa visale a grandissimi tratti.

Se si dicesse che i vasi linfatici dellepiante diminuiscono di diametro a misurache si estendono in altezza e che, in forzadi questa conformazione, operano pre-cisamente, come un numero indefinito

Lisfa

di tubi capillari, posti 1’ uno sull’ altro, iltubo inferiore servendo di serbatoio alsuperiore, si avrebbe a rispondere, chela linfa può salire con questo mezzo adun’ altezza considerabile; ma non cer-tamente in maggiore quantità, che se ilvaso linfatico fosse esattamente nella suatotalità della medesima apertura, come allasua estremità superiore ; perchè la quan-tità della linfa salita deve dipendere dal-l’apertura dell’ estremità superiore, es-sendovi bisogno, che tutto passi per que-sta estremità (a).

Inoltre, se il movimento della linfanon avesse luogo nei vasi delle piante,che per attrazione capillare, lungi dal po-tere uscire all’ estremità di un ramo conuna forza capace di vincere la pressionedi una colonna d’ acqua di 1 3 metri dialtezza, non ne fluirebbe affatto ; e sareb-be impossibile in questo caso, che nullapotesse mai accadere di simile al trasu-damento degli alberi.

Se si prende un tubo capillare di un’a-pertura tale che un liquido possa innal-zarsi all’altezza di i5o millimetri, e sedopo che il liquido è salito al suo mag-gior grado d’ innalzamento, si viene arompere a millimetri dalla base, il li-quido non colerà menomamente dalla par-te inferiore. Il tubo, cosi raccorciato con-tinua veramente ad essere pieno, e non nesfugge una sola particella di liquido ; ed infatto, ciò non potrebbe essere possibile, poi-ché l’anello all’estremità superiore del tubodee certamente avere una sì forte attra-zione pel liquido quanto 1’ anello all’ estre-mità inferiore. Siccome una parte del li-quido è nella sfera della sua attrazione, e

(a) Vcggansi n tale proposito i nostriesperimenti, nei quali demmo conto all’arti-colo Capillarità' (T. Ili di questo Suppli-mento, pag. 38/j).

G’WJ.