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linfa dall’ alto in basso all’ irritabilità. MaSaussure è il primo che abbia dato no-zioni precise sulla maniera con la qualeè probabile, che i vasi operino. Eglisuppone che la linfa entri negli orifiziiaperti dei vasi all’ estremità delle radici ;che questi orifizii si contraggano allora,e spingano in questo modo la linfa inatto ; che questa contrazione segua pergradi la linfa, e la faccia salire in questamaniera dall’ estremità della radice, finoalla sommità della pianta. In questo in-tervallo gli orifizii ricevono di nuovouna porzione di linfa, che è portata pari-mente in alto. Che sia precisamente inquesta maniera o no che la contrazioneagisca, è ciò che ci è impossibile finoradi sapere; ma non si può mettere in dub-bio che la contrazione abbia luogo. Gliagenti non assomigliano precisamente aimuscoli degli animali, perchè il tubo nellasua totalità, per mutilato o troncato chesia, conserva la sua facoltà contrattile,e perchè la contrazione si effettua coneguale facilità in tutti i sensi. E nondime-no evidente, eh* questi agenti devonoessere della medesima specie. Forse lastruttura particolare dei vasi li rende pro-prii a questa funzione, e forse gli anelli sicontraggono successivamente nel loro dia-metro ; 1’ azione degli agenti che operanola contrazione, qualunque sieno, sem-bra essere prodotta da qualche stimolante,che la linfa loro comunichi. Questa facilitàd’essere posti in azione è conosciuta,come in fisiologia, sotto il nome di irri-tabilità, ed è sufficientemente provato,che le piante sono irritabili. Si sa che dif-ferenti parti delle piante mettonsi in movi-mento, quando certe sostanze agiscono sudi esse. É per questo titolo che i fioridelle piante si spiegano molto al levaredel sole, e si chiudono alla notte. Linneo ci ha dato una lista di queste piante ;Desfootaines ha fatto vedere, che gli sta-
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mi e le antere di molte piante manifesta^no movimenti distinti. Smith ha osservatoche il crespino è posto in movimento altoccarlo. Roth si è accertato, che le fogliedella Drosera longij'olia e rolimdifoliahanno la medesima proprietà. Coulombparimente, che ha adottato l’ opinione,che il movimento della linfa nelle piantesia prodotto dalla contrazione de’ vasi, Irapure fatto molte sperienze per dimostrarequesta contrazione. Ma in fatto è facilea ciascuno il convincersene in manieradecisiva tagliando semplicemente una pian-ta, l ’Euphorbia peplis., per esempio, indue luoghi differenti, in maniera da sepa-rare una porzione dello stelo dal resto : siha così la prova compiuta della contrattibi-lità effettiva dei vasi; perchè chiunque farà1’ esperienza, riconoscerà che il succo lat-teo della pianta scola sì compiutamentedalle due estremità, che tagliando in se-guito la porzione dello stelo nel mezzo,non vi ha più aprparenza alcuna di succo.Ora è impossibile, che questi fenomeniabbiano luogo senza una contrazione deivasi ; perchè i vasi in quella parte delramo che si è staccato non possonoessere stati più che pieni ; ed il loro dia-metro è così piccolo, che 1’ attrazione ca-pillare sarebbe più che sufficiente per rite-nere tutto ciò che contengono, ed in con-seguenza non ne fluirebbe punto. Poichéadunque tutto il liquore ne esce, bisognache ne sia scacciato per forza, ed in con-seguenza i vasi devono contrarsi.
Sembra parimente, dietro le sperienzedi Coulomb e di Saussure, che i vasi sicontraggano per 1’,eccitamento dei diversistimolanti. Smith Barton ha fatto un’ os-servazione, che sembra provarlo. Egli ri-conobbe che le piante, che vegetano nel-I’ acqua, crescono con molto maggior vi-gore, quando si aggiunge all’ acqua unacerta quantità di canfora (V. Irritabilità),
In mezz p a tante opinioui diverse non si