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gioie di quello del linetto, e frutta perciò
all’agricoltore una somma considerevole.
Olre alla qualità del terreno sono daaggiugnersi alcune avvertenze circa allaposizione e distribuzione di esso. Il cam-po non dee essere soggetto alle inonda-zioni, nè troppo elevato, nè troppo basso ;il sito scoperto, perchè 1’ aria ed il solevi campeggino liberamente e a portata diesser adacquato. Se intorno al campo vifossero salici od altre piante che ingom-brassero il terreno, è necessario tagliarne irami prima di seminare il lino, acciò nonimpediscano l’influenza dei raggi solari.Non v’ è di peggio, che seminare il linonei campi coperti dalle piante ; riesceverde, non si matura mai, nè producesemenza. Presso il lino dalla parte di le-vante non si semina frumento ; 1’ ombradella mattina nuoce moltissimo. Il linosotto le piante si annebbia, cioè lungo lostelo compariscono macchie nere, che lofanno sembrare abbrustolito. Queste suc-cèdono per lo più dopo le piogge, chevengono immediatamente seguite da unsole cocente.
La quantità del terreno, che in unadata stagione si destina alla coltura dellino, non si coltiva mai tutta in un corposolo, poiché una siccità
10 può coglier tutto,
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rie porzioni, e coltivare, per esempio,mezzo campo, od un quarto in un luogo,e altrettanto in un altro ; essendo questele ordinarie misure da osservarsi su questoproposito. Quanto più distanti si potran-no scegliere queste situazioni, si potràvieppiù sperare di non perdere tutto ilprodotto. Tale distribuzione apporta in-oltre due altri vantaggi : i.“ che in unaestensione grande di terreno è facile ritro-vare mezzo campo di terra della qualitàopportuna al lino ; 2 .° che il lino può riu-scire migliore in un terreno, che in un.
tali ancora le fertili vallate di Chakmne,dove questa pianta forma quasi dapper-tutto insieme al frumento la base di un av-vicendamento biennale, la cui origine risalea varii secoli addietro, benché fino a questiultimi anni siasi evitato, con cura, forseanche troppo scrupolosa, di introdurre lamenoma quantità di semi stranieri. Similicasi però non sono da notarsi che qualieccezioni.
Come tutte le piante in generale, e prin-cipalmente come pianta destinata a som-ministrare sementi oleose, il lino ha biso-gno d’ alternare, perchè smunge la terra
Lino
altro, e che quindi il vantaggio, che sìritrae da una parte può compensare laperdita, che si può fare dall’ altra.
Il lino riesce egualmente bene nei paesicaldi e nei paesi freddi, qualora collocatosi trovi in circostanze ad esso confacenti.Coltivato fu il lino in tutti i tempi conbuon successo in Egitto, in Siria , ed inaltre contrade del Levante, ed in oggi col-tivato viene con eguale successo in vici-nanza al circolo polare.
Regna in alcuni paesi 1’ opinione, cheseminare convenga il lino per due o treanni di seguito sullo stesso terreno, perapprofittare dei buoni lavori fati alla terra,e dei concimi onde fu impinguata, ma questo è un gravissimo errore. In alcuni ter-reni i lini, non solo prontamente degene-rano ma non possono riporsi nel luogostesso prima di 6 a j anni ed anche più,neppure con la precauzione di rinnovareil seme. In altri all’ opposto possonomantenersi inalterati o riuscire ad inter-valli poco distanti per molto tempo. Talidiconsi essere i lineti nei dintorni di Riga,destinati più particolarmente alla produ-zione dei semi. Tali sono pure quelli invicinanza di Chauny e di Coucy nel di-partimento dell’Aisne in Francia , dove iod una tempesta 1 lini rinnovati di tratto in tratto col semequindi far perdere di Riga si succedono di tre in tre anni ; ePerò si dee distribuire in va-