Lino
situazione, ed alla natura della terra de-dicata alla coltivazione del lino.
Succede alle volte che la più bella se-mina di lino, fatta prima dell’ inverno,distrutta interamente resta in tale stagio-ne, pel che necessario si rende ripeterlain primavera. Due cause concorrono ,unite o separate, a produrre un simile in-conveniente ; la prima è il rigore deigeli troppo forti, quando la terra nonè coperta di neve ; la seconda è 1’ alter-nativa dell’ agghiacciarsi e disgelarsi delterreno , alternativa che scalza il piededella pianta, e lo strappa anche talvoltacompiutamente. Nei contorni di Langres ,per esempio, vi sono alcune terre, oveimpossibile fu sempre la coltivazione dellino d’ inverno per quest’ ultima causa,ad onta delle più diligenti cautele, e cre-diamo anzi, che questa causa agisca piùfrequentemente della prima. Queste sonole circostanze, per le quali nei paesi set-tentrionali, come, per esempio, nella Fian-dra, ben di rado, anzi mai, seminato vieneil lino prima dell’ inverno.
Il tempo per la seminagione del linoinvernengo si stabilisce dal principio ai 20di settembre. Se si tarda oltre questo ter-mine non si ottiene generalmente un buonprodotto, e se si anticipi di troppo, la pian-ta corre il rischio di aprire i fiori primadell’ inverno, nel qual caso gli steli nonreggono all’azione del freddo e muoiono ;ma le radici mettono nuovi germogli nellasusseguente primavera, assicurando ancorauna raccolta molte volte abbondante. Iltempo di seminare il lino marzuolo co-mincia alla fine di marzo e si può protrar-re fino a mezzo aprile. Seminando troppopresto si corre il rischio che le brinefacciano gelare le piante, al che può peròripararsi riseminando ancora ai primi dimaggio, avendovi esempii di tale praticariuscita felicemente. Seminando troppotardi è da temersi la scarsezza delle piog-
Lino J97
gie indispensabili allo sviluppo della vege-tazione. In generale la seminagione antici-pata riesce più utile, perchè il lino sialza di più e tarda a vestirsi di fiori. Suoleanche variarsi il tempo della semina secon-do le qualità dei terreni ; seminandosi piùpresto nelle terre pingui e morbide, e piùtardi in quelle fredde o cretose, anche perciò che nel marzo non sono spesso abba-stanza asciutte. E incredibile la sommaattenzione che prestasi nelle Fiandre altempo che ivi chiamano giusto per la se-minagione del lino, imperocché stimanoche lasciando trascorrer quello anche diun’ ora soltanto la raccolta non riesca piùcosi bene ; di modo che si assicura nelcorso di circa 4 giorni tutto il lino delleFiandre essere seminato. Ben lungi peròda potersi fissare con tanta esattezza iltempo preciso per la seminagione del lino,può avvenire, senza che v’ abbia disgrazia-tamente alcun mezzo di prevederlo, chetorni utile seminare più presto o più tar-di ; imperciocché il crescimento del linoè assai rapido, difficilmente si sviluppamolto in altezza quando i primi getti fu-rono magl i e coriacei, e cessano poi affattodi allungarsi gli steli tosto che cominciala fioritura, cosicché fino a quel puntosoltanto le pioggie gli sono realmente in-dispensabili. Se vengono per tempo riesco-no bene le seminagioni precoci ; se tarda-no, queste non possono più approfittaredell’ utile loro influenza quanto le semi-nagioni più tarde. Siccóme non occupa ilsuolo che una parte dell’ anno si può col-tivarlo come primo prodotto o come ac-cessorio, seminandovi ravizzone, miglio,fagiuoli e simili, dopo il lino precoce, eseminando il lino tardivo dopo vecciafalciate in verde, barbabietole od altro.
Deesi pur tener conto dello stato atmo-sferico e di quello della terra nel giornoin cui si vuol seminare. E da evitarsiquanto alla prima un freddo troppo forte