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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Lino

il piu perfetto. In Francia nel Diparti-mento della Maina e Loira anche pei linidi inverno, pei quali si impiega minor dili-genza, si preferisce all’ erpice un granderastrello, il quale copre il seme infinita-mente meglio, ed inoltre operando in talguisa slimasi necessario di spargere unamaggior quantità di semi, ritenendosi cheuna parte non riuscirà tanto bene o saràdistrutta dagli uccelli.

I lini marzuoli seminansi quasi in file,nel modo seguente. Quando si reputache la superficie del suolo sia smossaabbastanza ad una leggera profondità esminuzzata quanto conviensi mediante lazappa, con un movimento analogo a quel-lo di un falciatore, apresi sopra uno deilati dell’aiuola un solco profondo tutto alpiù un pollice (o m ,02y) e largo da 3 piedie mezzo a i) o 5 piedi circa (da i a 2metri ) secondo la statura dell’ operaio ela perfezione che vuol porre nel suo la-voro. In tal guisa il fondo di questo solcoriesce ben drizzato regolarmente dal ferrodella zappa e presenta una superficie liscia,sulla quale i semi posano tutti alla stessaprofondità. Posti che sono si copronocon terra levata dal solco seguente. Lagrand’arte dell’operaio consiste nello spar-gere questa terra ugualmente, il che divienetanto più difficile quanto che per econo-mizzare il tempo si fanno questi solchiassai larghi. Un uomo pratico di questogenere di lavoro, facendo i solchi distanticirca 4 piedi (i'",29g), può così seminare6 a 7 ari al giorno. La quantità di semen-te adoperata è poco meno di tre misureda 4 allo staio, cioè di circa un ettolitroall’ ettaro. Il decalitro pesa da 13 a 1 4chilogrammi. Questa quantità, sufficientecon questo metodo, perchè tutti i semimettonsi in posizione egualmente favore-vole alla germinazione, cesserebbe di essertale in circostanze meno opportune. Rias-sumendo quindi molti documenti tratti

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dalla pratica, si trova che, secondo le diver-se destinazioni delle seminagioni, il mododi farle e la scelta delle varietà, la propor-zione giugne comunemente fino a iy 5 chi-logrammi all’ ettaro, ed in alcuni casi an-che a più di 2 5o, quando si vogliano otte-nere lini molto fini. Allorché lo scopoprincipale è quello di raccogliere una bellasemente non debbonsi adoperare a terminemedio più di 125 chilogrammi all’ettaro.Yetillart raccomanda pei lini di Riga diusare 1 5 o a 16o libbre di seme per ogniarpento di Mayenne , e di passare su tuttala fatta seminagione un rotolo leggero tra-scinato da due uomini, od una specie dierpice fatto con rami a guisa di graticcio.In generale dee sempre avvertisi che lasemente non sia sotterrata che a piccolaprofondità, poiché altrimente non Spun-terebbe più, ed in alcuni paesi suolsi spar-gere sulle aiuole della paglia minuta o deiramoscelli per difendere la semente dallavoracità dei quadrupedi e degli uccelliche ne sono assai ghiotti, e per ripararladall’ardore del sole e dalle piogge violente.

Quando il terreno è molto ricco e pro-fondo sicché v’abbia motivo di temere cheil lino riesca di cattiva qualità, si puòappena è nato seminarvi framezzo deltrifoglio od anche dell’ erba medica, sce-gliendo fra queste due od altre similipiante quelle che meno a lungo vegetaro-no sullo stesso terreno nel corso dell’ av-vicendamento. Il Yetillart, addietro ricor-dato, indica il modo seguente di regolarsiin tal caso. Aspettansi 8 giorni dopo laseminagione del lino, scegliesi una bellagiornata e si passa sul terreno seminatoun erpice molto leggero di ramoscelli odi spini, il quale non faccia che graffiarealcun poco la superficie del suolo, quindivi si sparge seme di trifoglio, di erba me-dica, di carote od altro senza coprirlo.La quantità di questi semi dipende dallanatura del terreno ; nel Belgio , sulle terre