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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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ma 'li quel tempo si scorgesse nata inqualche parte del campo la cuscuta, ossiail grongo, bisogna tosto distruggerli coimezzi altrove indicati. Le altre erbe o-pesate di qualunque sorta si fanno conogni diligenza estirpare a mano dalle don-ne e dai ragazzi, e portare fuori del cam-po, anzi che raccoglierle in piccoli mucchidentro i solchi, come in alcuni luoghi suolpraticarsi. Per calpestare meno che siapossibile le pianticelle del lino, le personeincaricate della mondatura devono entrarenel campo a piedi scalzi, e tenersi durante1’ operazione, per quanto è possibile, neisolchi. I Fiamminghi usano la massimaprecauzione nell’eseguire la mondatura dellino, e la ripetono due o tre volte, ad in-tervalli di dieci giorni, quando la credononecessaria, e prima che le pianticelle giun-gano all’ altezza di quindici o diciotto cen-timetri, nè si contentano della sola estirpa-zione delle erbe; ma, mentre con una manolevano queste, tengono nell’ altra una zap-petta con cui leggermente e con molta’destrezza solcano e smuovono il terrenointorno alle piante del lino ; locchè è divantaggio alla buona vegetazione di questonon solo, ma influisce a distruggere viem-meglio le erbe nocive. Una tal pratica,introdotta che fosse presso di noi, risulte-rebbe certamente di grande utilità.

Alcuni vogliono invece che si aspetti afare questa operazione pochi giorni primadella fioritura ; perchè essendo 1’ erbe cat-tive molto cresciute, si possono allora fa-cilmente distinguere dal lino, nè a casosi vanno a cercare, calpestando le pian-ticelle.

Nella fioritura, e dopo si reca grave dan-no al lino cavando 1’ erba ; perchè nelprimo caso si distrugge il fiore, che con-tiene la semente ; nel secondo le piantecalpestate a causa del peso delle capsulecoi semi più difficilmente si rimettono inpiedi.

Lino

li lino, che si calpesta nel cavar l’érhenei momenti qui sopra indicati, la mattinaseguente dopo alcune ore di sole si varimettendo, sicché in una giornata pocopiù ritorna nel suo stato, nè più si scor-ge, che sia stato calpestato. Il lino ancortenero, senza peso nelle cime, e che an-cora dee crescere, nelle giornate serenee lucenti si rialza con somma prontezza evigore.

Oltre ai danni che recano le erbe cat-tive al crescimento del lino, nuocono an-che, perciocché il lino cresciuto all’ om-bra riesce quasi tutto verde, colore che piùnon perde in appresso; inoltre perchè semeltonsi insieme con esso nel bagno si im-marciscono ed imbrattano la fibra del linoche riesce oscuro. Se il terreno si sarà bennettato prima della semina, ed il seme siasiaccuratamente separato dal loglio, le erbenon saranno in gran copia ; tuttavia im-porta usare tutta la diligenza, perchè vienericompensata dalla qualità e quantità delprodotto. Deesi evitare di fare la sarchiatu-ra quando il terreno e ghiacciato, poichéin allora le piccole pianticelle calpestaleperirebbero.

Avvi pure una specie di verme, il qualereca gravi danni alle [dante del lino, lequali vedonsi bene spesso decimate da es-so. Avvi inuoltre il pericolo della grandineche spezzando le fibre del lino impediscedi trarne quel partito che si dovrebbe.

Quando si coltiva il lino caldo, ovveroil Imo mezzano in una terra mediocre, edanche se quest’ ultimo, quantunque in unbuon terreno, viene seminato rado, nul-la resta più da fare fino alla raccolta ;ma quando si ha del lino freddo, che se-minato viene sempre in Fiandra assai fitto,o del lino mezzano, seminato fitto ancheesso in un terreno eccellente, supplire con-viene egualmente alla debolezza degli steli,r quali si alzano molto in proporzione allaloro grossezza, riparandoli contro gli elFetli