Lino
dei venti o delle furti piogge col mezzo dipertiche parallele, assicurate a diciotto oventi pollici di terra, mediante paletti col-locati intorno alle aiuole, alla rispettiva di-stanza d’uno a due piedi, più o meno, se-condo la presuntiva altezza che dovrannoacquistare le piante. Queste pertiche diun legno leggero, ordinariamente di salice,attaccate vengono alle loro estremità aipaletti con giunchi o con vetrici, e non silevano che dopo la raccolta del lino.
Taluni praticano anche l’infiascaturaimmediatamente dopo la seminagione, spar-gendo sulla superficie del suolo rami dierica, i quali hanno il doppio vantaggio diimpedire che il suolo sia battuto dallepiogge e di offrire un sostegno alle tenerepianticelle contro alla forza del vento chele potrebbe far coricare sul primo loronascere ; in appresso aggiungono palettidi tratto in tratto e attaccano dall’ uno al-1’ altro pertiche o rami di albero all’altezzadi circa un terzo di metro. Questo lavoroche cagiona grandi spese, riguardasi comequasi indispensabile in tutti i paesi alquan-to settentrionali.
Le pioggie ed i venti fanno coricare illino. Se questo succede avanti la fioritu-ra,, facilmente si rimette in piedi ; ma secoricasi dopo formata la capsula, eh’ èquel bottoncino in cima alla pianta, il qua-le contiene la semenza, allora con diffi-coltà il lino si rimette a causa del pesodella semente stessa.
Le piante di lino, che in cima portanouna o due capsule, in una giornata di so-le si alzano da terra, e si rimettono per-fettamente, se il tempo continua sereno, edin tal caso non si perde nè stelo, nè se-menza. Ma se hanno molte capsule, comeè nel lino in terreno assai morbido, e se-minato rado, ove possono queste arrivareanche al numero di venti, vogliono mol-te giornate di sole per rimettersi. So lepiogge e i venti sono insistenti, special-j
Lino aoii
mente il lino grossolano non si rimettemai tutto in piedi, ma ne resta molto in-curvato a causa del peso della semente,ed alle volte non vi è più speranza chesi rimetta. Quest’ è la rovina totate del li-no, il quale marcisce, la semente diventan-do negra, arida, piccola, con poca sostan-za, e pessima da seminare.
Il lino che si corica in un campo mor-bido e grasso patisce più di quello inun campo dolce ; l’esalazioni essendo piùcopiose in quello che in questo. Il linosottile di mediocre altezza non va a terracosì facilmente. Quello fino e corto restaper lo più in piedi. Il grossolano a causadel peso della semente va prestissimo aterra dopo una pioggia od un vento.
Il primo lino che nasce fra quello se-minato dai 20 di marzo al primo aprilecomincia a fiorire il 2 0 maggio quando ilfino è fino e coltivato in ottimi terreni, equando la stagione corrisponda. La fiori-tura dura otto giorni. Quando invece illino è grossolano e morbido fiorisce finoal momento della raccolta, il che è quin-di un indizio di cattiva qualità del lino.Se non si avesse di mira che la raccol-ta del seme converrebbe aver cura di la-sciarlo compiutamente maturar sulla pian-ta ; ma allora le fibre sarebbero di menobuona qualità, mentre acquisterebbero piùforza, ma perderebbero dal lato della mol-lezza. Allorché queste fibre formano adun-que lo scopo principale per cui coltivasiil lino, come è quasi sempre, bisogna sce-gliere il momento opportuno per racco-gliere il lino, ed è quando gli steli di essoprendono una tinta gialla dorata, e quandoi semi imbrunendo nella maggior partedelle capsule, sono già pienamente maturiin quelle che sono comparse le prime.Per regolarsi più cautamente intorno altempo in cui il lino è abbastanza maturoper farne la raccolta, giovano le notizie se-guenti.