Band 
Tomo XXXII. [Supplimento.]
Seite
204
JPEG-Download
 

204 Lino

Il lino ordinariamente comincia a ma-turarsi verso il 20 di giugno; ma bisognaper altro osservare i segni della maturità,che si andranno indicando e dipendonodalla pianta e non dalla giornata. L’ agri-coltore a giornata è un cattivo coltivatoreda lino, poiché negli affari vi vuole cogni-zione e prudenza. La prima riguarda l’or-dinario andamento delle operazioni, laseconda le circostanze che sul momentoaccadono, e il prudente agricoltore a nor-ma di esse regolar dee mai sempre i suoiaffari.

Un campo di lino, che nel mese di giu-gno presenta un verde carico, indica cheil lino non è ancora maturo ; lo è quandoquesta tinta si cambia in un verde chiarotendente al giallo, e questo è il segnoproprio dei lini ne’terreni dolci, non tantograssi, coltivati a dovere. Le foglie cadutedallo stelo sono la causa di questo cam-biamento ; ma nei terreni morbidi e gras-si, questo segno non vale; perchè la mor-bidezza del campo conserva il verde allapianta, sebbene sieno cadute le foglie.Quando le foglie sono cadute per tre quar-ti dallo stelo del lino, tanto sottile quantogrossolano, questo è maturo.

Siccome dicemmo che circa ai 20 giu-gno comincia a maturarsi ordinariamenteil lino, così per cogliere il punto dellamaturità si comincia verso il 16 del dettomese a cavare manipoletti di lino nel mo-do seguente :

Si cavano ogni giorno due- manipolettidi lino, uno di steli fini, 1’ altro di quelligrossolani, tenendo separati quelli di ungiorno da quelli dell’altro. Questi si met-tono a fasci in piedi sul campo, ovvero me-glio,si portano a casa e si espongono al sole,senza legarli, perchè non fermentino. Se do-po un giorno di sole cocente poco più, glisteli, specialmente i fini, acquistano un giallochiaro, il lino è maturo ; se poi restano dicolor verdastro scuro, il lino è immaturo.

Lino

Caduto il fiore, il che succede ai primicirca di giugno, la capsula resta chiusadentro cinque fogliuzze, che la circonda-no. Snudata da queste con diligenza, com-parisce in forma di piccolo bottoncino,dalla cui sommità sorge un sottil filo, eli’ èquel fino canaletto, per cui entra la pol-vere fecondatrice, che gli viene sommini-strata da cinque altri filetti, che si alzanodal fondo della capsula, e 1’ abbraccianoesternamente, ed alla cui sommità vi han-no le polveri fecondanti.

La capsula ogni giorno più va crescen-do, sicché da sè stessa esce fuori dalle cin-que fogliuzze, in cui stava rinchiusa. Lasua corteccia esterna presenta dieci co-stole o linee, che risaltan fuori, e che par-tendo dal fondo si vanno ad unire allasommità. Cinque di queste costole sonopiù distinte, le altre cinque meno. Leprime, quando la capsula è matura e sec-ca, si spaccano, ed allora comparisce l’in-terno di essa diviso in cinque ripostigliseparati fra loro mediante una sottile pel-licola bianca trasparente. Ognuno di que-sti ripostigli contiene due piccole nicchie,nelle quali si forma, o si abbozza un gra-no di semenza.

Al 1 2 circa o 14 di giugno, aperta unacapsula, della grandezza al più di un pi-sello, e con diligenza estratti que’ corpic-ciuoli, che si ritrovano in ciascuna nicchia,si viene a conoscere coll’ òcchio nudo lostato primo del seme, che si presenta sotto1’ aspetto di una pellicola bianca, traspa-rente, minuta, di figura ovale, da una parterotonda, ed acuta dall’altra. Queste pelli-cole sono dieci, tutte di grandezza diffe-rente, si passa dalla minima alla massimagradatamente, sicché scorgasi che tutti isemi non si compiono nello stesso tempo,anzi molti ne periscono, come vedremo.

Dopo qualche giorno comparisce nelmezzo di questa pellicola un punto verde,che ogni dì più si va dilatando. Se con