Lino
la punta di un sottil coltellino si fa untaglietto presso questo punto già grandi-cello, si scorge che la pellicola è un pic-colo involucro che racchiude un corpic-cino rotondo, piatto, il quale termina conuna codetta, è di color verde carico, liscioe lucido. Se con delicatezza si stropicciafra le dita, si separa in due fogliette, o sialobi, della figura e del colore di tutto ilcorpiccino stesso , con la loro codetta.Que’ semi che non oltrepassano questidue stati sono abortiti.
Questo corpiccino ogni dì più si esten-de dentro l’involucro, sicché lo riempie,e l’occupa totalmente. Que’semi che siconservano in questo stato, sebbene glialtri sieno maturi, sono semi-abortiti.
Allora questa sostanza va crescendodentro l’involucro, si gonfia il seme nelmezzo, ed in pochi giorni diventa della suagrandezza naturale. Il colore è di un ver-dognolo chiaro, che nasce dal verde caricodel corpiccino rinchiuso nell’ involucrotrasparente bianco e lucido. La superficiedel seme è liscia, come coperta d’ unabella vernice, e la sua sostanza internaacquista consistenza, sicché srotto le ditanon cede, come fa comprimendolo neglialtri stati qui sopra descritti, ed i semi inquesto stato sono perfetti. E questo è ilmomento di conoscere la maturità dellino, al che si giugne nella seguente ma-niera :
Alla metà di giugno circa o poco pri-ma, si comincia ad estrarre alcuni semidalle capsule più complete, cogliendoleogni giorno in diversi siti del campo,specialmente da quegli steli che portanouna sola capsula. Si osserva attentamentese fra i semi estratti ve ne sieno di quelliperfetti. Quando si comincia a trovarnealcuni di tali in ciascheduna capsula, il linoè maturo.
Il seme comincia allora ad acquistare ilcolor suo naturale di castagno non tanto
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carico dalla parte acuta, e si veste d’ unabella vernice lucida. Se la semenza con-trae questo colore, mentre il lino è ancorapiantato sul campo, lo stelo si maturatroppo, e quindi quanto più vi resta, tan-to più si scapita nella quantità e qualitàdel lino. La semente dee acquistare il suocolore dopo che il lino si è cavato dalcampo, come vedremo.
Allorché attaccasi molta importanza allaraccolta del seme è da notarsi che questotanto più vale per la fabbricazione del-1’ olio e per la semina quanto più ègrosso e pesante, e sotto entrambi questiaspetti guadagna fin che riinane attaccatoalla pelle della sua capsula, e vi rimane finoche questa non è per anco aperta. Quindiil lino che si coltiva per la semenza nondeesi raccogliere se non se quando circala metà delle sue capsule sono aperte.
La difficoltà di stabilire il tempo oppor-tuno per la raccolta del lino, sì pegli steliche pel suo seme, diviene molto maggiorequando si trovino miste varie specie di esso,le quali maturano in tempi diversi e giun-gono a diversa altezza, ed è questa unacagione di più per evitare simile miscu-glio nella scelta dei semi. Dei danni chederivano dal raccogliere il lino senza chesia tutto uniformemente maturo parlossiall’articolo Macerazione del Dizionario.
Si comincia per lo più a strappare illino, cioè a cavarlo dal campo con le sueradici il 20 giugno, phrchè sia maturo enon siavi' qualche ragione al contrario.Fra quel giorno ed il primo di luglio ge-neralmente si strappa tutto. 11 lino strap-pato nel punto della sua vera maturitàrende filamenti robusti, perfetti e abbon-danti, e si fa buona raccolta di semi, pur-ché non siasi coricato a causa delle piog-ge e dei venti.
Se si strappa immaturo, si perde nellaquantità dei filamenti, riesce debole, diffi-cile da liberare dalle lische, cioè da quei