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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Liso Liso 2 1 5

/[oo libbre di seme a 5 o franchi al cento.i20 fr ,oo

5 oo libbre di lino maciullato, che vale 60 franchi al cento . 5 oo, oo

Peso lordo col seme del paese. 4 20 i 00 -

Lo stesso spazio di terreno seminato con seme di Riga pro-dusse 4°° libbre di seme, a 4o franchi al cento . . . i6o fr -,oo

700 libbre di lino maciullato a 85 fr - . .. 5 g 5 , 00

Profitto lordo col seme di Riga.7^5, 00.

Sottraendo dalla somma 55 franchi, per le cure che esige que-sto lino maggiori di quelle pel lino del paese, e per la com-pera del seme che costa più caro, resteranno .... 700 fr -,oo

I lini del paese non dando che.. 4 20 i 00

La differenza a favore del seme di Riga è di . . , . . 280, • 00.

Per evitare in parte l’aumento di spesaonde parla Yetillart, Routon-l’-Evequecercò di coltivare il lino di Riga senzariafraccarlo, e fece per 5 anni varie provein tale proposito, dalle quali rimase con-vinto che nella vallata della Loira il sémeproveniente direttamente da Riga era me-no utile di quello di Chalonne. La cosafu ben diversa col seme di Fiandra, il qualeriuscì molto meglio, poiché dopo alcunianni Bouton potè vendere il suo raccoltosul suolo, un terzo più caro de’ suoi.vici-ni. A suo dire, il lino di Fiandra convienein quasi tutti i terreni, giugnendo alla piùalta statura e dando filamenti robusti nelleterre forti e fertili, dove il lino viene persolito assai tenero, ed alla menoma pioggiasi corica ; inoltre il suo stelo non essendomolto caricato di semi, non si corica tantofacilmente.

Dai primi saggi fatti dal Bouton nel1837, l' n0 di Fiandra va sempre piùestendendosi nei terreni all’ intorno, senzaaltro inconveniente che quello di riuscirepoco fecondo: se non che le stagioni nongli furono molto favorevoli, e giova ripeteregli esperimenti per vedere se questo svan-taggio sia costante o no, e quale influenza

vi abbiano le differenti circostanze locali,che ben si sa quanto influiscano su taleproposito.

Venendo ora a parlare della macera-zione del lino è questa un’ operazioneassai delicata, che viene ancora quasi dap-pertutto eseguita in modo imperfetto edietro una cieca abitudine: bene spessoil lino assai bello perde ogni valore conuna macerazione mal intesa, e non puòpiù servire che a farne tele grossolane.Sarebbe desiderabile che i dotti facesse-ro una esatta analisi di questa pianta, eche persone ben istruite tentassero con di-ligenza prove di confronto fra i vari me-todi usati, all’ oggetto di stabilire qualimeritino la preferenza, e le modificazionionde sono’ suscettibili, per averne risulta-menti determinali e costanti.

Lo stelo del lino componesi principal-mente : 1.° di un’ epidermide di naturaresinosa e gommosa, steso in tutta la suasuperficie a guisa di vernice, cui si è datoil nome di principio gommo-resinoso ;2. 0 di uno strato di fibre testili , agglutina-te insieme da una sostanza forse della stes-sa natura di quella dell’epidermide e forsedi natura diversa ; 3 .° finalmente del le-