Lino
Legato io questo modo il fascetto, ladouua lo prende fra le mani, lo solleva e
10 lascia cadere a piombo sulla tavola dal-la parte delle radici, perché gli steli sieguaglino.
Se il lino fosse curvo per essersi cori-cato a terra, ripone di nuovo il fascelto atraverso della tavola con le radici dallasua parte, e con quattro dita della ma-no destra pettina gli steli del lino, parten-do dal legame ed andando verso le radicitutto attorno al fascetto, che nello stessotempo viene girato sulla tavola dalla manosinistra, perchè la destra possa pettinarlotutto da questa parte. Terminata questaoperazione, con la destra cava gli steli chedalla parte delle radici sporgono infuori, e
11 rimette sulla tavola per unirli ai fascet-ti seguenti. La stessa operazione replicadalla parte delle cime, voltandole versosè dove prima erano le radici, facendo alfascetto dalla parte delle cime lo stessolavoro che ha fatto verso le radici. Se mai lecime del fascetto fossero sparpagliate, cioèincurvate in diverse guise, pone in piediil fascetto con le radici sulla tavola, e conla destra le unisce tutte insieme, come siuniscono i capelli nel pettinarli. Questo èil fascetto preparato pel bagno.
Mentre le donne formano i fascetti, gliuomini preparano i legami pei mazzi da ba-gno. Debbono questi esser forti, più grossidi quelli usati pei fascetti e più lunghi. Setali non si avessero, bisogna di due formarneun solo ; ma conviene assicurar la giuntu-ra fortemente, perchè i mazzi si hanno damaneggiare assai nel bagno, e trasportarlialle volte per lungo tratto sopra carri,caricarli e scaricarli più volte ; perciò siraccomanda molto aver cura dei legami,perchè si risparmia tempo e lino.
Per formare i mazzi da porre in bagno,in poca distanza dalla tavola un uomostende un legame preparato e vi collocasopra per metà tre fascetti, cosicché le ra-Suppl. D»,. Tecn. T. XVIII.
Lino a 17
dici dei tre fascetti, le quali riescono allastessa parte sieno uguali, cioè un fascettodalia parte delle radici non isporga piùin fuori dell’altro, ed i siti ove sono assicu-rate le legature corrispondano sempre al-l’interno del mazzo che si va componen-do ; perchè restando esposti al di fuoridei mazzi i siti delle legature, potrebbersifacilmente slegare nel trasportarli sul car-ro, voltarli nell’ acqua e cavarli fuori dalbagno, il che sarebbe assai dannoso allaproduzione del lino.
Posti con quest’ ordine i primi tre fa-scetti, ne colloca sopra altri tre con ordineinverso, cioè in guisa che le radici dei tresecondi corrispondano alle cime dei pri-mi. Queste serie debbono esser in tuttoquattro, cioè tre fascetti per serie, chesono dodici in tutto e formano un maz-zo da bagno. Allora l’uomo prende inmano i capi del legame, si mette a cavallodel mazzo, lo stringe con le coscie, lospigne colle calcagna per assettare i fascet-ti, poi smonta dal mazzo, ed unendo illegame con un ginocchio fermo contro ilmazzo, lo lega strettamente ; il che importamolto perchè i mazzi non si sprofondinoin acqua, e non si disperda il lino. Ciòfatto, vi monta sopra con le ginocchia, elo appiana dalla parte dei quattro fascettiacciò resti schiacciato, il che serve pervoltare i mazzi facilmente e con sicurezzanel bagno, come vedremo. Indi lo sollevain piedi, lo alza da terra, lo lascia caderecolla base all’ ingiù sul suolo del pertica-le, per uguagliare le radici dei fascetti.Questa operazione si replica anche sullabase opposta. Finalmente questo mazzo sicolloca in sito asciutto e fuori dal pericolodi bagnarsi. Se si avesse un porticeleesposto al sole sarebbe molto meglio, per-chè così vieppiù si disecca il lino, e piùfacilmente riceve 1’ acqua del bagno. Ciòche si è detto di un mazzo, si dee intende-re di tutti gli altri che si andranno facendo.
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