11 8 Lino
Nel formare i fascetti da porre in bagnonon bisogna mai confondere il lino colti-vato in un sito con quello coltivato in unaltro, nè il fino col grossolano, nè quelloche si è coricato con quello rimasto inpiedi, nè finalmente quello che ha soffertomolte piogge dopo strappalo, con quelloche ne andò esente ; perchè queste variespecie di lino esigono un governo diverso.Così pure nel formare i mazzi da bagnonon bisogna unire quelli di una qualitàcon quelli di un’ altra : poiché altrimentise si vuol salvare una specie di lino si faperire l’altra, il che certamente reca som-mo danno.
Siccome nel formare i fascetti ed i maz-zi da bagno si staccano delle capsule, ri-maste per accidente attaccate ad alcuni stelidi lino già battuti, così ogni sera dopo lesuddette funzioni si spazza il porticale, siraccoglie la terra, e dopo terminali di le-gare i mazzi, si separano le capsule dallaterra e si vagliano come abbiamo detto.
L’ acqua per bagnare il lino esser deebuona, e lavandosi con essa le mani deb-bono restar morbide, come quando siadopera sapone o lisciva. Quella, dal cuifondo germoglia grande quantità di erbe,è ottima a tal uopo. Tali sono quelleacque die scolano da strade comuni, case,orti, cortili e simili luoghi. L’ acqua chescorre pei fossi, il cui fondo è di sabbia,o per sili pieni di ghiaia od altri fran-tumi sassosi, non è buona per bagnareil lino.
Nella fossa in cui si vuole sperimentarese F acqua sia buona da bagnare il lino, siconficca un bastone, insinuandolo quantosi può nel fango del fondo in diversi luo-ghi. Si cava fuori il bastone dall’ acqua ese dietro ad esso si veggono ascendere co-piosi gorgogli di bolle, il bagno è perfet-to. Se sono poco abbondanti, il bagno èdi medione bontà se non ne compari-sce, è di pessima qualità. Nelle fosse pie-
Liso
ne di sabbia e di fondo magro, non siveggono uscire tali gorgogli dall’ acqua,per quanto si tenti il fondo coll’ insi-nuarvi il bastone. Quindi quelle fosse nonsi possono usare per bagnare il lino.
Se l’acqua però fosse stagnante, la ma-cerazione sarebbe a dir vero molto solle-cita ed uniforme, ma vi sarebbero gl’ in-convenienti che esalerebbe un fetido odoree macchierebbe il lino, per effetto dei prin-ripii coloranti stessi estratti da esso. L’acquacorrente non dà emanazioni insalubri nèmacchia il lino, che Vendesi sempre perconseguenza più caro di quello maceratoin acqua stagnante ; quando però la cor-rente sia troppo rapida la macerazioneriesce lenta soverchiamente. Suolsi perciòin generale dare all’ acqua nei maceratoiun movimento continuo, ma lento. La[forma di questi maceratoi ed i metodidella macerazione stessa variano secondo ipaesi, e siccome è difficile decidere qualefra questi si meriti la preferenza, così de-,scriveremo alcuni fra i migliori.
Il metodo che seguesi nel Cremascosuol essere in generale il seguente.
Le fosse da bagnare il lino si formanoai primi di marzo. Allora si cava il fango,si accomodano le rive, e si purgano perquanto è possibile da tutte le immondizie.La lunghezza delle fosse non è determi-nata ; la larghezza dee contener mazzi quat-tro al più, secondo la grossezza di essi. Lafig. A, della Tav. LV delle Arii meccani-che , mostra u.n bagno stabile in A B C D ;E, piano inclinato esterno, cui ne corri-sponde un altro interno, falli tutti due dimattoni; F, sostegno di legno all’ingressodel bagno, opposto al piano inclinato E.Questi due sostegni debbono tenere incas-sata l’acqua sempre alla profondità d’ unuomo circa dal fondo della fossa ; G, chia-vica all’ ingresso del bagno, che serve adarrestare 1’ acqua, quando 1’ occasione loporta; II, altra simile opposta, ehe dà sfo-