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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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più comunemente la mattina o la sera.Nel gettare il lino in bagno conviene averriguardo alle feste, sicché se accadesse unafesta di mezzo, il lino si pone in bagno ilgiorno precedente; se due, allora ciò si fala sera che precede la prima festa, pernon avere da levarlo in giornata festiva.

Nel momento di gettare i mazzi nelbagno, 1’ acqua esser dee abbondante elimpida, ed è necessario che scorra a suf-ficienza prima di gettarvi i mazzi.

Si caricano i mazzi su di un carro condiligenza per non rompere i legami, e pernon disperderli nel viaggio. Giunti alla fos-sa del bagno si scaricano sulla sponda, cheesser dee netta, e se non fosse tale bisognacoprire il sito con paglia secca o stramesenza lordure ; in tutte le operazioni do-vendosi usare somma attenzione per noninsozzare il lino. Nello scaricare i mazziabbiasi cura di non rompere i legami. Nonsi può abbastanza raccomandare tali av-vertenze, dalle quali dipende la quantitàdei filamenti.

Si toglie dalla sponda un mazzo pervolta e si slancia in acqua. Gettati in essatutti i mazzi, con una forca a due puntese ne avvicina uno alla riva, per modoche la lunghezza di esso sia corrispondentealla direzione della sponda stessa. Si pian-ta la forca sul mazzo, e con essa premen-dolo in giù, si fa girare per guisa, che laparte nell’ acqua venga sopra, e quellasopra si rivolti sotto. Questa operazionesi chiama voltare ì mazzi nel bagno , enon riesce quando il mazzo si scostadalla sponda della fossa, perchè la forcain luogo di voltarlo lo allontana , e sicorre pericolo di cadere in acqua. Que- 1sto disordine si previene col tenere vici-no alla sponda il mazzo che si ha da vol-tare. _Se il mazzo stesse da una parte piùalto che dall’ altra, si preme colla forcala parte più alta, sicché s’imbeva di acqua,ed il mazzo sia ugualmente immerso ; poi-

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chè i mazzi non si bagnano mai tenendolitutti sotto acqua, e perciò una parte deestarsene sempre al di sopra. Posto il mazzoin tale situazione, colla forca si conduce altraverso T, senza turbar 1’ acqua coll’ av-vicinarlo alla riva opposta, perchè non h;tocchi, per non insozzare il lino, situan-dolo in guisa che la lunghezza del mazzosecondi la corrente dell’ acqua, come di-mostra la figura ; in questo modo l’a-cqua passando attraverso ai mazzi, lavagli steli, e porta fuori tutte le lordureche avessero contratte ; il che si manifestadall’intorbidamento dell’acqua dopo averdisposti nel bagno i mazzi. La stessa ope-razione si replica in un secondo mazzo,avvertendo di condurlo al traverso T ecollocarlo presso al primo in modo chelo tocchi, per economia di luogo nel ba-gno. Si avverta di agitare 1’ acqua menche si può, perchè i mazzi non si scon-certino. Per larghezza della fossa si collo-cano quattro mazzi al più, onde avere lafacilità di poter- con la forca tirarli allasponda e voltarli. Ordinati i mazzi nel ba-gno, si apre la chiavica II se fosse chiusa,perchè l’acqua corra per tutto il tempoche rimangono in bagno, quando perqualche accidente non si dovesse fermarla.

Se fra il traverso T e la chiavica H sigettassero altri mazzi, converrebbe attra-versare la fossa con altro legno.

Se nello stesso bagno un padrone me-desimo gettasse mazzi di lino coltivato interreni diversi, bisogna tenerli separati conlegni di traverso. Ciò è necessario, perchèconfondendoli non si può aver segno cer-to che i mazzi siano tutti macerati ugual-mente, poiché una specie di lino si puòmacerare prima dell’ altra. I lini di terrenoperfetto esigono bagno più lungo di quellidi terreno morbido. I lini che si sono co-ricati, e quegli altri che hanno soflertemolte pioggie stando in fascetto sul campodopo strappato il lino, esigono meno bagno