Lino
di quelli che non furono «oggetti a questevicende. Il lino perfetto esige nn bagnoche fa marcire il cattivo, e questo esigeun bagno che non penetra negli steli dellino perfetto, sicché le fibre riescono pienedi lische. I lini che hanno questa diffe-renza o pel terreno in cui sono colti» ali, oper le vicende della stagione, si tengonoin tutte le operazioni scrupolosamenteseparati. Se per altro si trattasse di cinqueo sci mazzi di lino, non si abbada a que-sta differenza, poiché nella piccola quantitàè scarso il danno. Quello che si è dettovale per quei casi ne’ quali si abbiano dagovernare 25, 5o, ioo, 200 o più mazzidi lino.
Bisogna visitare spesso il lino in bagno,perché se 1’ acqua cominciasse a mancareallora si abbassa un poco la chiavioa IIdel bagno stabile (fig. 1 ). Nel bagno prov-visionale ( fig. 2 ) si fa più piccola la boc-ca n di sfogo, adoperando fango e strameuniti assieme. Se all’opposto fosse troppa,sicché scorresse con impeto, si apre lachiavica II nel bagno stabile, ed in quel-lo provvisionale si allarga la suddetta boc-ca n di sfogo. Alle volte può accadere,specialmente nel bagno provvisionale, che1’ acqua faccia qualche foro nelle ture, eperò il lino a causa dell’acqua che mancacada a fondo : quindi é necessario vegliareper impedire questi disordini, che decido-no della riuscita del lino.
Se a causa dei temporali o pioggie di-rotte l’acqua fosse per intorbidarsi, sidebbono chiuder tosto le chiaviche G, II,prima che l’acqua entri nel bagno, inqualunque ora di notte o di giorno ciòsuccedesse, ed aprire 1’ altra SI, acciòscorra pel canale fino a tanto che diventilimpida e calda. Nel bagno provvisionalein questi casi si debbono chiudere ambe-due le bocche m, n, ( fig. 2 ), cioè quellad’ingresso e quella di sfogo, ed aprire1 altra o. Chiudesi la bocca m d’ingresso
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con molta paglia netta, e siccome questanon è atta a trattenere l’acqua, cosi pressodi essa alla parte superiore s si pone delfango, premendolo contro la paglia, sicchél’acqua non penetri nel bagno. Se si chiu-desse col solo fango, 1’ acqua s’intorbide-rebbe, ed il lino contrarrebbe un colorescuro. AH’ opposto passando 1’ acqua pri-ma di entrare nel bagno per mezzo allapaglia, si purga e non vi porta immon-dezze, il che molto contribuisce alla net-tezza del lino.
Se 1’ acqua scorre a sufficienza nel ba-gno, cioè se non è nè troppo veloce nètroppo lenta, il lino si purga. Se poi fossestagnante, riesce di colore scuro, accelerala macerazione, ma rovina il lino. Se scor-re con troppa velocità, si conserva fresca,e la macerazione ritarda. Se si conservasempre limpida e pura nel suo corso, illino riesce netto, ed il suo colore si ri-schiara.
Ordinariamente quando il lino sia per-fetto, cioè coltivato a dovere in terreniopportuni, non siasi coricato e non abbiasofferto pioggia sul campo dopo strappa-to, i mazzi si voltano la mattina e versosera, poiché la parte dei mazzi che stasopra 1’ acqua vien bagnata dalle rugiadedella notte : così nella mattina si voltanoun poco tardi, cioè alle ore 12 circa. Seventiquattro ore dopo aver posti i mazzinel bagno si osservasse che si sprofonda-no troppo nell’acqua, si voltano una solavolta al giorno. Però lo sprofondarsi puònascere dall’essere i mazzi legati non tan-to stretti, quindi conviene aver in vista laqualità del lino per non ingannarsi su taleproposito, il che s’intenderà dalle circo-stanze che in seguito noteremo. Se il linosi dovesse levare dal bagno in un giorno,che fosse seguito da due feste, i mazzi sivoltano una volta sola al giorno. Il linocoricatosi o che ha sofferto molte piog-gie stando in fascetti sul campo dopo