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strappato, o si ritrovi in bagno in giornatecalde, si macera con prontezza, e però intali casi si voltano i mazzi una volta solaal giorno. Avvertasi generalmente, che imazzi debbono stare immersi nell’ acquatante ore da una parte, quante dall’ altra.
l’er voltare i mazzi nel bagno, 1’ ope-raio avvicina il mazzo alla sponda del ba-gno, e al di là pianta la forca : lo premecon forza allo ingiù, tenendolo semprepresso la riva, il mazzo si volta da sèstesso a causa della sua forma, cioè laparte eh’ è sotto 1’ acqua viene sopra,e quella ch’era sopra va sotto. Se il mazzofosse lungi dalla riva, si allontana quelload esso vicino, e si avvicina il lontanosenza agitare l’acqua, per poterlo investirecolla forca. Se i mazzi si disordinassero,conviene situarli in modo che l’acquascorra per la lunghezza degli steli, e rimet-terli a loro posto senza agitare 1’ acqua.Poiché i mazzi per larghezza non possonoessere più di quattro, così bisogna voltarsempre quelli che sono uniti al pari ,per non confonderli, ed allontanare ognivolta quello che si è voltato. Nel bagnoprofondo i mazzi si voltano senza timoredi sollevare lezzo dal fondo se mai vifosse, e si possono girare in acqua libera-mente, il che molto contribuisce a con-servare netto e puro il lino.
La situazione dei mazzi permette che1’ acqua passi liberamente lungo gli stelidel lino ; dal che succede che tutto il lez-zo da essi contratto n’ esce. L’acqua s’in-sinua più facilmente nell’ interno dei fa-scetti e degli steli.
Se i mazzi si tenessero tutti sotto acquasempre sino al momento di essere levatisenza voltarli, il lezzo che seco conduce1’ acqua s’ attaccherebbe tutto attorno adessi, a causa della gomma delle fibre, sic-ché sarebbe impossibile di più purgarli. Al-1’ opposto voltandoli ogni giorno, il lezzonon ha tempo di attaccarvisi fortemente ;
Lino
perciò con facilità i mazzi si liberano daquelle sozzure, ed il lino conserva il suocolore. In questo modo voltandoli si godeil vantaggio di lavarli ogni giorno, e nellostesso tempo di macerarli tutti egualmente,quando si abbia 1’ avvertenza di farli stai-sotto acqua tante ore da una parte, ed al-trettante dall’ altra.
La pioggia sui mazzi nel bagno nonnuoce al lino; si macera per altro, più pre-sto, quando le acque non fossero troppofresche attese le piogge, o per la naturadell’ acqua del bagno.
Varii sono i modi, che dai coltivatoridel lino vengono indicati per conoscerequesto momento interessante della mace-razione. La esperienza e la ragione de-vono esser la guida ; perciò con la loroscorta esporremo i modi più ragionevolie confermali dalle osservazioni di due an-ni, fatte con 1’ assistenza di un espertoagricoltore della provincia di Crema. O-gnuno potrà ponderare le ragioni per ar-rivar a conoscere un affare di tanta im-portanza.
Dopo 12 ore che i mazzi sono in ba-gno si leva da uno di essi uno stelo di li-no, di quelli che si trovano dentro il mazzoalla parte che resta sotto acqua. Si rompeuna porzione dall’ altra, e si procura di se-parar con delicatezza le fibre dal cannelloQuando questo tiglio si stacca dal can-nello da un capo all’ altro dello stelosenza che la mano risenta la minima resi-stenza, ed il cannello interamente restaspogliato dalle fibre, e questa esperienzariesca sopra molti steli sottili o grossi,sarà un indizio che il lino è macerato.Nell’ opposto caso, non lo è ancora. Im-perciocché si sa per esperienza, che lefibre degli steli di lino non ancora mace-rati sono in sì fatto modo attaccate al can-nello, che non è mai possibile staccarlida un capo all’ altro interamente, anzi adogni tratto si stracciano e si sminuzzano ;