Lino
quindi si vede, che quando le fibre me-diante la macerazione si staccano con faci-lità e tutte intere dalla radice alla cimadello stelo, è segno che 1’ acqua penetròle fibre, e sciolse la gomma clic le tenevasì fortemente unite al cannello stesso. Oraessendo questo l’effetto che si dee otteneredalla macerazione, è fuor di dubbio chein questo modo si conosce quando il linosia macerato a dovere.
In conseguenza il lino coricatosi per cau-sa del vento e della pioggia, e che non siè rimesso ovvero che ha sofferto moltepiogge in fascetti dopo strappato, esige me-no bagno di quello che non ha sofferto que-ste vicende ; perchè 1’ umido del terreno,e le piogge hanno cominciato a scioglierela gomma che tiene unite la fibre al can-nello, e 1’ acqua penetra più presto nel-l’interno degli steli. Similmente il linomorbido e grossolano si bagna più solle-citamente del sottile e perfetto, perchè l’a-cqua penetra più facilmente le fibre radeche quelle dense, unite da una colla piùtenace, di quella del morbido e grossola-no. Così pure si sollecita la macerazionequando l’acqua è calda, perchè questapiù presto scioglie la colla che 1’ acquafredda.
Si può anche levare dall’ interno di unmazzo uno stelo di quelli sotto acqua,comprimerlo fra le dita per tutta la sualunghezza ; quando si schiaccia facilmente,il lino è macerato. Si replica questa espe-rienza su molti steli. Il lino sottile cedemeno del grossolano, perchè le sue lischeresistono di più alla compressione.
Possono allo stesso oggetto servire pu-re i mezzi seguenti :
Si estrae dall’ interno di un mazzo unbuon manipolo di quegli steli che sonosotto acqua. Si stringe con forza in unpugno, e quando vi resta sopra 1’ im-pronta della mano, il lino è macerato.Altrimenti se torna dopo compresso nel-
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lo stato di prima senza ritenere l’impron-ta della mano, il lino non è ancor ba-gnato.
Si estrae allo stesso modo un manipolodi lino ; si espone per alcune ore al solefinché sia secco, e si confrica : quando lelische balzano via, il lino è macerato. Nelcaso opposto non Io è.
Si estrae dall’ interno di.un mazzo unoo più steli di quelli sotto acqua. Si spo-gliano affatto dalle fibre, quanto è possi-bile farlo, si gettano tosto queste fibrein acqua, se sul momento o poco doposi sprofondano in essa, il lino è macerato.
Finalmente, se nel voltare i mazzi, per-tugiandoli esteriormente con la forca su-bito dopo voltati, si sente uno stridore, illino non è macerato : se lo è, si sente unsuono muto e cupo.
Il lino macerato a dovere riesce pastoso,nel caso opposto riesce ruvido ed aspro. Seper le piogge sofferte il lino dopo strap-palo e disteso a fascetti avesse contrattoimmondezze, il bagno lo purga, e lo libe-ra se non in tutto almeno in parte. Se sicavano degli steli di lino dal bagno e sistirino, le fibre sembrano marcite; ma se siespongono al sole per due ore si fortifi-cano, quando non fosse il lino maceratoeccessivamente, il che si conosce dai mazzimolto sprofondati nell’acqua, sebbene sie-no legati stretti. L’ acqua del bagno dopolevati i mazzi resta di colore scuro, sebbe-ne scorra a sufficienza e la fossa sia pro-foiùla : quindi si vede chiaramente che ilbagno, oltre gli effetti anzidetti, lo lavadalle immondezze che potesse aver con-tratto per qualsiasi accidente.
Se il lino desse indizio d’essere ma-cerato alla mattina, si aspetta a cavarlodal bagno un’ ora circa dopo mezzodì ;poiché anche sei ore di bagno di più nonapportano danno. Se contrassegnasse di es-sere macerato verso sera, si cava dal bagnosubito, e si lascia sulla sponda della fossa