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paglia alto da 8 a io centimetri, sul qualesi dispone la canapa od il lino con moltacura, sicché non vi rimanga spazio vuoto,avendosi cura d’ empire la cassa sino a trequarti e non più.
Si copre poi la massa del lino o della ca-napa con un uuovo strato di paglia d’egua-le altezza del primo, e si riempie la cassad’ acqua corrente o piovana, che è la piùadatta a quest’ uso : ciò fatto, si soprappo-ne all’ apparecchio, foralo aneli’ esso inpiù luoghi.
Secondo la temperatura ed anche lasecchezza del lino o della canapa, si pro-trae la macerazione a 24 o 48 ore; dopole quali, tolto il turacciolo al foro pratica-to nel fondo della cassa, si lascia scolaretutta 1’ acqua, e si comprime la massa coipiedi armati di zoccoli.
11 lino o la canapa cosi compressi ecoperti d’uno strato di paglia, entranopiù o meno prontamente in fermentazio-ne, secondo Io stato della temperatura.
Il punto più importante sta nel dirige-re la fermentazione, in modo che il caloreinterno, giunto da Zy 0 a 5o° centigradi, siserbi entro questi limiti, senza eccederei 5o.°
Se si lasciasse innalzar più oltre la tem-peratura interna, il prodotto del lino edella canapa andrebbe soggetto a grave edannosa alterazione. Appunto perciò lacassa non dee eccedere l’altezza sopraddet-ta ; nè il lino o la canapa voglionsi riporrein quantità maggiore dell’ indicata, perchèuna massa maggiore attiverebbe la fermen-tazione, in modo da innalzare irrefrenabil-mente la temperatura più del dovere.
Il calore che si sviluppa nell’ internodella cassa durante la fermentazione, vaelevandosi gradatamente. Il primo giornola temperatura si trova quasi pari a quelladell’ ambiente ; il secondo s’inalza già ais5° centigradi e più ; e continuerebbe asalire sino oltre ad 87 ° centigradi, se non si
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avesse cura di abbassarla, col versare unadozzina di secchii d’ acqua fredda e an-che più, in proporzione della materia inmacerazione.
Quest’ operazione si dee ripetere ognivolta che la temperatura interna tenda asuperare 45° centigradi. E quindi neces-sario tenere un termometro immerso nelmezzo della massa fermentante. Se 1’ ap-parecchio è in .luogo caldo e riparato,suol occorrere (fi dover abbassare la tem-peratura due volte ogni 24 ore : all’ op-posto basta una sola se il luogo è freddo.Il felice esito della macerazione dipendeappunlp da questa attenzione continua adimpedire un soverchio riscaldo.
Se il calore oltrepassasse i 5o° centi-gradi, non solamente distruggerebbe la so-stanza gommosa, ma altererebbe profonda-mente la qualità dei filamenti.
Il terzo giorno si traggono alcuni stelidal mezzo della massa, per vedere se lamateria gommo-resinosa sia bastevolmentedecomposta, il che si riconosce col farpassare uno stelo tra l’indice ed il polli-ce. Se con lo sfregamento si stacca unasostanza grigia che imbratta le dita, è in-dizio che la macerazione è giunta a ter-mine, e bisogna affrettarsi a togliere gliavanzi della materia gommosa. A tale ef-fetto si spande sullo strato di paglia unostrato di cenere comune, all’altezza di ioa 1 2 centimetri, e vi si versa acqua a piùriprese, ed in piccola quantità per volta.La potassa contenuta nella cenere sciogliedel tutto e seco trasporta le reliquie dellamateria gommosa. Finalmente, dopo averversato ancora qualche secchio d’ acqua,si estrae il lino dalla cassa, si lava in unruscello o in acqua di pozzo, e si pone aseccare all’ aria od in forno dolcementeriscaldato.
Non vuoisi qui tacer la modificazioneproposta dallo stesso autore. Impiegandola cenere il secondo giorno dopo aver