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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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2 4 o Lino

no di essi agisce entro ad un incavo ; unacorda, che è segnata H , scorre su tuttiquesti pezzi di legno o incastri, che ser-vono a contenere le estremità dei piccolicilindri ; le due estremità di questa cordasono annodate, come si vede in II -, unrampino od uncino / con una molla h,che si vede al disotto, tende la corda gi-rando la madre /f, e mantiene in tal gui-sa tutti i piccoli cilindri fortemente appog-giati sul grosso ; giacché v’ è una cordasimile che si vede in parte dall’ altro latodella macchina nella fig. 5 verso il volan-te P.

« Queste due corde, tenute, ognunada una molla, lasciano campo ai piccolicilindri di sollevarsi alcun poco, quando illino o la canapa scorre fra 11 cilindrogrosso ed i piccoli. Se in tale caso i piccolicilindri non cedessero alquanto, si corre-rebbe rischio di recar danno alle filamen-ta ; ma siccome cedono all’ uopo, nègiammai più che ogni volta abbisogni, sipuò stringere la corda assai stretta col gi-rare la madrevite 7l, e la pressione che sidà non può rompere le filamenla ; attesoche la corda agisce sempre abbastanza diper sé stessa.

«Se quanto si è detto in riguardo a que-sta macchina è stato bene compreso, age-vole riuscirà intenderne 1’ uso ; ma parle-remo prima di tutto dello stato in cui tro-varsi debbono gli steli di lino e di canapaper poterli lavorare con la macchina.

“ La canapa ed il lino debbono esserraccolti ben maturi, e seccati tosto sveltidal terreno ; se sono ben secchi e benconservati, si possono lavorare a piaceretanto nell’ estate che nell’ inverno ; ma inquest’ ultimo però è necessario che il lo-cale ove si fa questo lavoro sia riscaldatosemplicemente, come lo è appunto unastanza ove si sta ordinariamente d’ in-verno ; in tal guisa perdono tutta quellafioca umidità che ripresero nel granaio

Lino

od in altro locale in cui furon conservati.Non v’ha dunque bisogno di farli seccare,come d’ ordinario s’ usa di farlo per lavo-rarli ; del resto, dal primo manipolo chesi sottopone al lavoro della macchina, sivedrà di leggeri se siano abbastanza sec-chi, giacché se noi sono al segno dovuto,non si spogliano facilmente delle lische osteli che si piegano senza infrangersi frai solchi dei cilindri. In questo caso èduopo, come si disse più sopra, lasciaregli steli per varie ore in un locale riscal-dato. Il lino estremamente ,fino e verdedeve essere secco affatto, e lo stesso dicasipure della canapa verde.

« All’ oggetto di migliorare il prodotto,couviene sempre fare una scelta per assor-tire gli steli secondo la grossezza e lun-ghezza loro; per tal guisa la merce si ri-trae più bella, e la perdita al pettine riesceminore. Nelle Fiandre s’usano iu tale scel-ta varie altre attenzioni, delle quali nonoccorre far parola, essendo tutte a cogni-zione di ogni fabbricatore di lini fini.

» Estratte le sementi, gli steli del lino sifati passare alla macchina con le loro radi-ci; lo stesso dicasi pur della canapa minuta,i cui steli, per esempio, non sieno piùgrossi di una penna da scrivere ; che seeccedessero una tale grossezza, sarebbeben fatto, per riguardo alla macchina,tagliar le radici al piede del fusto, e schiac-ciarne preventivamente le basi con unmazzuolo pesante e scanalato su d’ unafaccia ; il manipolo di grossi steli si volgee rivolge sotto ai colpi del mazzuolo, ciòche si fa con celerità, ed agevola di moltoil lavoro.

« Ciò supposto, uii fanciullo impugnaun manipolo di steli, che non dev’ esserepiù grosso del bisogno per occupare adun di presso tutta la larghezza della mac-china, stendendoveli ad uno strato sottilis-simo, come in 5 (fig. 3). Il manipolilodi steli si presenta sempre alla macchina