Band 
Tomo XXXII. [Supplimento.]
Seite
247
JPEG-Download
 

Liso

/ione del telaio, ed hanno eccellente riu-scita.

» Alcuni costruiscono il grosso cilindrodi varii pezzi fusi, scanalati opportunamen-te che adattano poscia su due o tre pezzidi legno rotondi, infilzati su d’ un asse ;altri fondono tale cilindro d’ un pezzo so-le), e vi forman dappoi le scanalature peraverle ben regolari.

» Volendo far riuscire nella stessa fusio-ne le scanalature, è duopo ricorrere ai mo-delli di ghisa, poiché quelli di legno nonriescono bene.

» Velia costruzione d’ una macchina dilegno si richiedono una massima attenzio-ne ed un’ indefessa cura nella formazionedelle scanalature sui cilindri, giacché èassolutamente necessario che sieno tutteeguali fra loro, ben diritte ed esattissima-mente parallele all’ asse di ogni cilindro ,senza le quali cose le scanalature de’ pic-coli cilindri non potrebbero, come deg-giono, incassarsi sino al fondo in quelledel grosso. Sarà agevole il comprendereche una scanalatura cercando d’incastrarsinell’ altra, se in vece d’ entrarvi ben di-ritta, si pi esentasse soltanto un poco difianco, la macchina verrebbe a riuscireassai malagevole ad esser girata, e si cor-rerebbe rischio d’infrangere le stesse sca-nalature.

« Nè qui sta il tutto ; è necessarioancora che ciascuna scanalatura sia fattain modo che tirando una linea dalla suasommità al centro del cilindro, questa ta-gli esattamente la scanalatura in due partisimili ed uguali ; se la quantità di legnon'uscisse maggiore da una parte che noifosse dall’ altra della linea, è ben eviden-te che questa scanalatura male si com-bacerebbe con un’ altra fatta come con-viene.

” Non è adunque mai abbastanza rac-comandalo a chi si accinge ad eseguire que- iste scanalature, di porvi tutta la possibile

Liso a/jj

attenzione, poiché da questa appunto di-pende la dolcezza e la durata della mac-china ».

E duopo richiamare alla memoria cheil lino e la canapa contraggono con la ma-cerazione un colorito, talvolta molto oscu-ro, che non si toglie se non con una lun-ghissima imbiancatura, spesso imperfetta-mente, e sempre indebolendo di molto ifili e le tele, e che si è costretti di trarre inlungo dai tre ai sei mesi d’operazione inoperazione, al semplice oggetto d’imbian-carla.

Non è così del lino e della canapa prepa-rati senza macerazione ; la materia gommo-resinosa, eh’ è quella che dà loro il colore,potendo togliersi via facilissimamente inuno o due giorni, e con mezzi semplicis-simi senz’ alterare la forza delle filamenta.

La differenza fra il lino e la canapamacerati e quelli non macerati, dipende,secondo Christian, perchè prima dellamacerazione la materia gommo-resinosanon fa in certa guisa alcun altro oflìzio,che quello di coprire le filamenta, chenel loro stato di purità naturale sono bian-che ; quando invece con l’effetto della ma-cerazione quella materia ha cangiato na-tura ed ha impregnate le filamenta d’ unamateria tanto più oscura, quanto maggio-re è il numero delle materie estranee chevi si è immischiato, o nuotando nell’acquadel maceratoio, ovvero provegnenti ancoradal terreno, su cui si è fatta la macerazione.

S’ è veduto di sopra che ad una talemateria gommo-resinosa appunto attribuiresi dee la dolcezza e la ruvidezza dellefilamenta del lino e della canapa, quandoinvece con la prima operazione della mac-china si ottiene la separazione delle fila-menta dalle lische ; si dee aggiugnere chefino a tanto che non si spogliano d’ u-na grande porzione di tale materia, saràdifficile, col raffinarle al pettine, divider-le al punto che devono esserlo per dare