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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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a5o Lino

Non si fa in line sulle filamenta senon ciò soltanto che s’ è obbligati di faresul filo e sulla tela : si fa prima della fila-tura ciò che si è sempre obbligati di fardopo con difficoltà e spese maggiori.

D’ altra parte si può anche farne senzapei lini e per la canapa ordinarii, ed ac-contentarsi del lavoro della macchina, ri-serbando una tale operazione per quandosoltanto se ne voglia addoppiare il prezzo.

Un metodo di preparazione analogo aquesto ultimo del Christian si trova de-scritto nelle Transazioni Svedesi del 1 7 47->e si assicura che dà al lino la bianchezza,la finezza e 1’ aderenza del cotone. A talfine meltesi in un paiuolo di ferro o dirame non istagnato un poco d’ acqua ma-rina, ed un miscuglio di parti uguali diceneri di faggio, e di calce viva ; stendesial disopra un piccolo fascio di lino coper-to d’ uno strato più grosso dello stessomiscuglio ; quindi mettesi un altro fascettodi lino, e così seguitando fino a che ilvaso sia pieno. Si fa bollire il tutto per1 o ore nell’ acqua marina, aggiungendo-cene a misura che emanasi per 1’ evapora-zione. Il lino così bollito si lava a pocoper volta, mentre è ancora caldo nell’ a-cqua marina. A tal fine se lo pone in unpaniere agitandocelo con un bastone bennetto. Tosto che è raffreddato abbastanzase lo spremo e stropicciasi con le mani inacqua di sapone : indi lasciasi esposto al-1’ aria umettandolo e rivoltandolo oguigiorno : ripetendo le insaponature si acce-lera l’imbianchimento. Il lino dev’ essereancora battuto e lavato accuratamente. Sc-io carda poscia come si fa del cotone e losi spreme per 48 ore fra due tavole. In talguisa perde presso a poco una metà delsuo peso, ma vi è compenso nel migliora-mento di qualità che riceve, la cui mercèsi può impiegare nelle più delicate fabbri-cazioni.

Molti erano i vantaggi generali che ve-

Lirto

deva Christian ridondare dal suo modo dipreparare il lino e la canapa che si è com-piutamente sviluppato, cioè: i,°l’abolizionedella più faticosa e pericolosa operazionedell’industria agraria, la macerazione; 2 °il risul(amento maggiore in quantità e qua-lità dei prodotti della coltivazione del lino edella canapa, ed in conseguenza quello delletele; 5.° una grande diminuzione dilave-rò e di spesa per imbiancare i fili e le te-le ; 4 ° risparmio di mano d’opera, perla canapa specialmente, e da ciò la conse-guenza che un gran numero di donne, ches’impiegano d’ ordinario a maciullare illino e la (anapa nelle campagne, s’impie-gherebbero in vece a filare, ciò che ridon-derà in grande vantaggio, giacché si ritrar-rebbe molto filo dall’estero ; 5.° finalmentecon questo nuovo metodo il lino e la cana-pa si potrebbero coltivare ovunque, neipaesi ove noi sono per mancanza di acquao di locali convenienti per macerarli.

Questa macchina così proclamata dal-1 ’ inventore e da altri molti utilissima, de-stò tanto interesse che alcuni ingegnosimeccanici anche in Italia studiaronsi di mi-gliorarla. Sono a ricordarsi fra questi ilCatlinetli che costruì una macchina su quelprincipio che dire si potrebbe affatto nuo-va, e Luigi Sacco , che quel meccanismo ave-va ridotto alla massima semplicità, e note-remo che anche nel Piemonte ed in altripaesi d’Italia si è prestata a quella macchi-na grandissima attenzione. Prescindendodalla quistione, che ora sembra decisa per1 ’ affermativa, se necessaria sia per la riu-scita anche di quella maciullatura qualcheprevia macerazione, osserveremo che nelleprovincie lombarde più feraci di lino si èdubitato della utilità comparativa di quel-la macchina per la lentezza del lavoro, epel considerabile dispendio che la molti-plicazione di essa richiederebbe.

Ma nel 1822 quella macchina è stataintrodotta e sperimentata nel distretto di