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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Lino

1’ aderenza che univa insieme queste partidiverse ed approfittandosi della fragilitàsomma della parte legnosa e della resisten-za che presentano invece le fibre testili.Le operazioni dirette ad ottenere questoeffetto sono varie ed andremo conside-randole con quell’ ordine stesso con cuisi devon seguire.

La prima di tutte si è la battitura, e sela eseguisce con semplici magli o con mac-chine, a quella maniera che si disse a suoluogo doversi far della Canapa (T. Ili diquesto Supplimento, pag. 354 ). Dopoquesta operazione il lino assoggettasi allaMaciulla, strumento che venne abbastanzadescritto a quella parola, essendosi notatoall’ articolo Canapa dianzi citato il mododi usarlo e i difetti che presenta.

Abbiamo creduto utile aggiugnere nel-la fig. 7 della Tav. LY delle Arti mec-caniche, il disegno della sezione dei col-telli della maciulla comune, cioè il luogoove mettesi il lino : si vede come i dentidei due coltelli superiori B entrino ne-gli incastri che producono i 3 coltelli in-feriori A.

La fig. 8 rappresenta un perfeziona-mento della maciulla inventato in Iscozia,e dicesi maciulla a piede , perciò che ilpiede appunto vi fa 1’ offizio della mano,restandovi il lino franto e nettato moltopiù presto. La calcola E che pone in mo-to la macchina è molto lunga e permettecon facilità di darle il movimento essendoreso più costante e regolare il suo effettodal volante K. In questa maniera si hannoi vantaggi della maciulla a mano, ma conmaggiore celerità. Ecco la descrizione del-la figura. A indica l’insieme dei 3 dentiinferiori, lunghi g'",4 3 profondi o m ,076grossi o m ,o 32 alla base e o'",oo6 allaparte superiore o sul taglio. La cima diquesti coltelli che è verso la guida U èdistante da quella o m ,o6g, e 1’ altra cimaè distante o'".o 5 dalla dirittura di X : C

Lino 255

mostra 1’ insieme dei due coltelli superiori,più corti di quelli inferiori di o ™,025 ecaricati di un peso D di i 5 chilogrammi ;E F calcola, lunga 2"', 54 , che si innalzaal di sopra del suolo di o'”,2, o a dir me-glio di 1 3 centimetri al di sopra del pun-to donde muove il piede 1’ operaio. H èla spranga che comunica il moto della cal-cola al volante ; I manubrio della calcoladel diametro di o m ,ig ; K volante deldiametro di i”‘, 37 e del peso di 27 chi-logrammi circa; M manubrio che comuni-ca il moto del volante al peso D, il qualecadendo frange il lino ; N piccola puleggiamobile alla estremità del manubrio allaquale è fissata la corda delia leva a bilico ;P punto in cui la corda passa fra due ro-toli di sfregamento, disposti in guisa che lacorda scenda di 8 a io centimetri, cioèdella metà del raggio del manubrio che letrasmette il moto del volante ; R leva inbilico ; S ritto che la sostiene ; U due rittiche servono di guida al peso D che viscorre framezzo ; Y molla di ferro che ar-resta la scesa del peso D e gli accrescevelocità nel discendere ; W sostegni delvolante ; X piedi che sostengono la parteinferiore della maciuMa ; Z Z base di tut-ta la macchina. I denti sono di legno diplatano o di faggio ; il peso D è di legnodi platano, di frassino, d’ olmo, di betullao di quercia : 1’ asta che unisce la calcolaed il manubrio è di legno di faggio, difrassino o di quercia ; il volante, se è dilegno, può farsi di quercia, d’ olmo, difrassino o di [datano ; tutte le altre partipossono farsi di abete.

Questa maciulla può anche servire dibattitoio levandovi i denti e sostituendovitavole liscie ; in quella superiore si pian-tano 32 chiodi, le cui capocchie sieno lar-ghe ig centimetri e le punte abbiano ildiametro di circa 6 millimetri. Mettonsitutte le punte alla distanza di 2 5 millime-tri una dall’ altra, a fine di poterle levare