Liso
alle coregge eterne un moto assai lentoil quale non è che un decimo della velo-cità di quello del rotolo alimentare j.
Il rocchetto s sull’ asse principale lingrana con la ruota i 3 che gira sopraun pezzo di asse sostenuto da uno deiritti dell’ intelaiatura principale. Questaruota i 3 conduce il rocchetto 14 fissatosull’ asse del cilindro di scarico inferiore oche serve a condurre il lucignolo dall’ im-buto nel vaso inferiore.
Siccome la superficie del cilindro stira»'tore superiore ni ha bisogno di essere te-nuta netta e libera dalla stoppa e dai cortifilamenti che vi si potessero attaccare, cosìun cilindro w coperto di panno o di fel-tro è fissato sopra un asse corto che ha isuoi punti di appoggio sopra due bracciamobili su di una traversa v sostenuta allaparte superiore di due ritti x x, come nellafig. 7 si vede. Il peso di questo rotolo wè bastante per tenerlo a contatto con laperiferia del cilindro m, e gira medianteun rocchetto 18 che porta il suo asse eche ingrana in un rocchetto simile 17, fis-sato sull’ asse di una ruota 16. Il rocchet-to s dell’ asse principale motore conduceuna ruota dentata che ingrana con questaruota 16, e per conseguenza la rotazionedi questo asse l si trae dietro quella delrotolo w.
Siccome le fibre delle varie qualità dilino od altre materie considerabilmentevariano di lunghezza, così è necessarioassicurarsi i mezzi di accrescere o scemarela distanza che lasciasi fra la presa deicilindri stiratori Ime di denti del pet-tine d d. A tal fine la parte anteriore delmeccanismo è disposta in guisa da poterescorrere innanzi o indietro orizzontalmen-te sull’ intelaiatura principale; vale a dire,che i cilindri stiratori l ni, i tamburi an-teriori a a ed i rotoli di scarico o p coiloro accessorii, sono montati sopra una spe-cie di carretto particolare y che può rego-
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larsi tirandolo innanzi o spignendolo in-dietro e fissandolo con viti di pressionequando è alla distanza conveniente.
Allorché mutasi la posizione dei cilindristiratori facendo scorrere il carretto o in-telaiatura particolare y y con le parti delmeccanismo che ne dipendono all’ innanzio all’indietro, là duopo che le coregge e-terne c c possano a questi cangiamentiadattarsi. À tal fine le estremità dell’ asseb dei rotoli posteriori a a sono montatesopra scanalature e si muovono medianteviti che girano in madri stabili le cui te-ste si vedono sulla parte posteriore dellamacchina: girando queste viti da una parteo dall’ altra adattansi i rotoli più innanzio più indietro secondo le posizioni cheprendono le parti anteriori del mecca-nismo.
Venendo a parlare della filatura dellino cercheremo di dare su (presto argo-mento tutte quelle maggiori notizie che cisarà dato di rinvenire, essendo questa arte,come già accennammo, tenuta ancora se-creta ed interessando moltissimo al nostropaese, per le grandi quantità di lino cheproduce, per quelle molto maggiori chepotrebbe produrre, quando il bisogno del-1' industria lo richiedesse, e per la superio-rità che avrebbe questa materia in con-fronto al cotone quando fosse tolto ilprincipale ostacolo che grandemente neaumenta il prezzo, il molto costo cioè del-la sua filatura.
Parecchie macchine eransi inventate invani paesi da molto tempo, per filare illino, sicché propriamente parlando non sa-rebbe sì facile fissare 1’ origine della fila-tura meccanica del lino. In Inghilterratroviamo Kendrew e Poi'fhouse di Dar-linglon verso il 1787 avere ottenuto unprivilegio per questo oggetto, dove il linopettinato steso orizzontalmente sopra unatavola passava in mezzo a due rotoli.Yctiiya poscia trasportato da un grande