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cilindro sotto varii rotoli successivi chepoggiavano sul cilindro stesso fino a chegiugneva a due rotoli appaiati, all’ usciredai quali il filo veniva torto sopra un roc-chello a due aliette. In questa macchinanon era vi alcun nuovo principio, e, trannepoche modificazioni, era la operazione deirotoli filatori comuni. Un’ altra disposizio-joe poneva i rotoli in linea retta a distanzeproporzionate alla lunghezza delle fibre.In appresso Clarke e Bugby, nel 1806,ebbersi un privilegio per una invenzioneche consisteva in certi perfezionamenti fattiad una macchina per filare il lino, la ca-napa, la stoppa e la lana. La descrivere-mo in seguito, perchè tiene molte ingegno-se disposizioni, e sparge non poco lumesulla storia dell’ arte. Nel Belgio la filatu-ra del lino erasi stabilita fino dal principiodel secolo, e se ne ha una prova nel passoseguente del Monitcur del i8o3, a pagi-na 442 , colonna prima, in una relazionesulla casa di forza di Gand . « La filaturameccanica del lino migliorossi di moltodacché f intraprenditore trovò modo diumettare il filo nell’alto che si forma, colquale spediente ottenne un grado di uni-formità cui erasi invano aspirato finora.Oggidì questo filo è attissimo a formare gliorditi destinati alla fabbricazione della te-la ». I registri oflìziali di questa casa dicorrezione ci fanno sapere che l’impren-ditore onde si parla in quell’ articolo eraLiewen Bauwens. T. P. Rruck, operaio diBauwens, seguendo la stessa strada, giunsenel 1806 a costruire una macchina moltoingegnosa che tuttora conservasi nel museodi Brusselles e che servì di modello aquelli che diedersi a somiglianti lavori.Sembra tuttavia clic i metodi del Belgio fossero piuttosto utili pel cotone, e copiatida quelli perfezionatisi per questo oggettoneiringhilterra. L’imperatore Napoleone ,vedendo come i pericoli delle guerre ma-rittime potessero per lungo tempo privare
Lino
della materia priipa le manifatture del coto-ne del continente, e che il lino e la cana-pa raccolti in Francia ed in altre parti diEuropa vi si potevano sostituirà di prefe-renza, volle che la filatura del lino e dellacanapa venisse dagli sforzi dei meccaniciportala a quell’ altezza medesima cui quel-la del cotone era giunta. Emanò quindi ilseguente decreto :
Napoleone imperatore dei Francesi, ec.
Portando speciale interesse ai progressidi quelle manifatture del nostro imperoche adoperano il lino come materia prima.
Considerando che il solo ostacolo ilquale impedisce che combinino la modici-tà del prezzo alla perfezione dei loro pro-dotti, risulta dal non essersi ancora giuntiad applicare le macchine alla filatura dellino, come già si è fatto a quella del co-tone.
Abbiamo decretato e decretiamo quan-to segue ;
Art. I. Si accorderà un premio di unmilione di franchi all’ inventore, di qual-siasi nazione, della miglior macchina attaa filare il lino.
Art. II. La somma di un milione vieneposta a disposizione del nostro ministrodell’ interno a tal fine.
Art. III. Il presente nostro decreto sa-rà tradotto in tutte le lingue e spedilo ainostri ambasciatori, ministri e consoli neipaesi esteri per esservi pubblicato.
Art. IV. I nostri ministri dell’ interno,del tesoro e degli affari esteri sono incari-cati dell' esecuzione del presente decreto.
Gli agenti dell’ imperatore non com-presero la sua volontà. Al Duca di Bas-sano, che aveva avuto 1’ onore di sotto-scrivere il decreto che abbiamo riferito,venne sostituito Montalivet. Non sappia-mo quale sia la parte personale presa daognuno di questi ministri nell’ esecuzio-ne del progetto dell’ Imperatore ; ma ècerto che il programma emanatosi a! mo-