Lino
mento «li aprire il concorso » sottoscrittoda Montalivet, si appoggia a principi; es-senzialmente falsi. L’ amministrazione siimmaginò che lo scopo principale si fossela fabbricazione dei prodotti di lusso e ditessuti paragonabili ai mussolini più finidi cotone ; non vide che le tele più gros-solane ed i fili di numeri meno alti for-mavano la parte veramente essenziale del-l’industria dei lini, e non comprese chein questa nuova lotta contro l’Inghilterraconveniva appagarsi di fare i primi passisoltanto.
Fortunatamente quelli che eransi dati aricerche di simil fatta non aspettarono peraccignersi all’opera la tarda pubblicazionedel programma, seguita cinque mesi sol-tanto dopo il decreto imperiale, e che sefosse avvenuta più presto, gli avrebbe pro-babilmente scoraggiati. Questa volta alme-no la lentezza della burocrazia francese divenuta proverbiale, risultò utile.
L’amministrazione stabilito aveva tregradi di perfezione nella filatura meccani-ca del lino :
i.° grado. Fili abbastanza fini per far-ne ordito e trama di tele paragonabili aimussolini delicati fatti con fili di cotone,di 400,000 metri al chilogramma. Il prez-zo di questa filatura doveva essere i duedecimi della filatura a mano.
2. 0 grado. Fili abbastanza fini per farnetele paragonabili ai percali fatti con fili dicotone di 225,000 metri al chilogramma.Il prezzo di questa filatura aveva ad esse-re di 3/10 del lavoro a mano.
3 .° grado. Fili abbastanza fini per far-ne tessuti paragonabili alle tele di cotonei cui fili contino 170,000 metri al chilo-gramma. Il prezzo di questa filatura ave-va ad essere 4/ 10 quella a mano.
Per ottenere il premio di un milioneconveniva produrre alle condizioni suac-cennate fili di tutti tre questi vari numeri.Promettcvansi 5 oo,ooo franchi a quel
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concorrente il quale non avesse ottenutoche i due ultimi gradi ; e 25 o,ooo fran-chi a quello che avesse ottenuto il terzogrado soltanto.
Costituissi un Giurì presieduto dall’ il-lustre Monge.
Tre mesi prima della pubblicazione delprogramma un francese noto per molteimportanti scoperte, Filippo De Girard,in oggi ingegnere in capo delle miniere diPolonia , trovato aveva i veri principii del-la filatura del lino ed erasi assicurata ladata del suo trovato mediante la domandadi un privilegio. Tutte le macchine fattesiprima di lui non erano che abbozzi imper-fetti, difettosi non solo per la cattiva lorodisposizione, ma inoltre per P ignoranzadell’ organica costituzione della materiaprima.
Era questo specialmente il punto cheGirard aveva studiato precedentemente adogni altra ricerca ; e questo studio razio-nale gli svelò fin da principio i secretidella filatura meccanica più perfezionataed i limiti di quest’ arte.
Si potrà giudicare della importanza egravità eli questo studio dal seguente estrat-to della patente e concessa al dotto inge-gnere nell’anno 1810.
» I filamenti del lino altro non sonoche P insieme «li piccole fibre aderenti leune alle altre, che vicendevolmente si co-prono ; le più lunghe delle quali hannoappena la lunghezza di nove a dieci cen-timetri, e la maggior parte meno.
» La sostanza che mantiene P unioneIra queste fibre può essere sottratta confacilità col mezzo di varii agenti. L’ acquapura P ammollisce e la scioglie col tempo,massime se Paria vi contribuisce. Le liscivealcaline calde la sottraggono quasi tutta :basta anzi tuffare un filamento di linoin simile lisciva per renderlo divisibileall’ infinito.
» Se dopo tale operazione si tira quel