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nei paesi dove eransi riconosciuti questi dono sulle fibre. I filamenti del cotoneinconvenienti si durava fatica a vendere jinvece non sono quasi mai compintamentole tele che avevano quei difetti. Temiamo | cilindrici, ma più o meno schiacciati o tor-grandemente però che queste osservazioni ituosi, in guisa che veduti col microscapioabbiano avuto piuttosto per iscopo di in- somigliano in una parte di loro lunghezza
gannare e confondere il Gera, per celareviemmeglio i secreti della fabbricazioneche egli procurava di penetrare.
Premessi questi cenni storici sulla fila-tura del lino, passeremo a indicare tuttequelle notizie che ci è stato possibile rac-conce intorno ai metodi pratici di questoramo d’ industria.
Innanzi a tutto imporla conoscere lamateria che si dee lavorare, la quale in talcaso è la fibra del lino.
Le fibre testili del cotone, della seta,della lana, del lino e della canapa, differi-scono notabilmente per la loro strutturale tre prime sostanze componendosi difilamenti interi e definiti che non possonodividersi se non che mediante la decomposizione ; le due ultime compongonsi in-vece di fibre paralelle, unite insieme da unacolla, e che si possono facilmente separarein filamenti più esili. Questi fascetti sonolegati da anelli parenchimatosi, dai qualisi liberano mediante la pettinatura, la fila-tura e l’imbianchimento. Le soluzioni al-caline deboli, sciolgono questi anelli senzaagire sulle fibre del lino. Ure, che esaminòcon particolare attenzione le fibre del linoe del cotone, trovò le prime vedute digiorno di una lucidezza vitrea e di unoforma cilindrica, di raro schiacciata. Ab-biamo cercato dare una idea dell’apparen-za di esse nella fig. i della Tav. L\IIdelle A rii meccaniche. Il loro diametroè di circa 102 millesimi di pollice, sonospezzate di travi rso e presentano una su-perficie liscia, come quella di un tubo diretro tagliato con una lima. Un raggio diluce ne indica 1’ asse con un’ ombra bendistinta da un lato soltanto o da due, se-condo il senso in cui i raggi incidenti ca-
ad un nastro, largo da un millesimo ad unmille-duecentesimo di pollice,ed in un’altraad rinfilo tagliente o linea molto stretta:nello spazio intermedio hanno la trasparen-za di una perla con angusta cimossa simi-le ad una piegatura da ciascun lato. Spez-zati di traverso la loro frattura sembra fi-brosa ed appuntita. Gli inviluppi di unamummia, osservati in tal guisa col micro-scopio, sembrarono tutti composti, tantonella trama che nell’ordito, di lino e non dicotone. Alcuni mesi dopo che Ure avevapubblicato queste osservazioni sulle fibredel lino e del cotone, James Thomson fece aneli’ egli alcune osservazioni sui filiappunto dell’ invoglio delle mummie epubblicò un opuscolo su questo argomen-to, accompagnato da schizzi delle fibre delcotone e del lino vedute col microscopiodi Bauer, che rappresentano il lino, comesi vede nella fig. 2 , vale a dire segnato inmodo uniforme e ad uguale distanza dinodi scanalati perpendicolari all’ asse ed ilcotone, come composto di due corde ci-lindriche riunite da una leggera membra-na e torte aspira l’una intorno all’ altra.Ure osserva per altro che le figure del li-no vedute col suo microscopio, che ingran-disce gli oggetti 3oo volte, sono distintis-sime, e tuttavia non presentano mai nodiscanalati perpendicolari al loro asse ; tal-volta a dir vero mostrano linee trasver-sali che formano vari angoli con 1’ asse,ma a distanze irregolari, benché spessonon presentino alcuna linea quantunquei filamenti fossero tuffati nel balsamo delCanada, od in qualsiasi simile vernice, nelqual modo le fibre lasciano vedere alcuneparticolarità che sono impercettibili allor-quando si esaminano senza assoggettarle