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posta nella fiala al principio dell’esperien-za. I filamenti greggi del cotone, dellalana, del lino o della seta, assoggettati aquesta esperienza contengono ordinaria-mente tante minute particelle di aria chene risultano errori nel calcolo. Così, peresempio, dopo avere cercato per varie oredi riempiere lo spazio vuoto con fibre dilana e di agitarle sotto acqua per ricac-ciarne 1 ’ aria, Ure non potè giugnere adintrodurre 200 grani di lana,sicché avreb-besi potuto concludere che 200 grani dilana occupino uno spazio maggiore di 200grani di acqua. Tuttavia prendendo ritaglidi flanelle disunti con lavacri e che per-ciò si imbevevano più facilmente, trovòche 2 5 2 grani di essi potevano capire nellostesso spazio che 200 grani di acqua.Vide potersi adunque stabilire che il veropeso specifico della lana confrontato conquello dell’ acqua sta nella proporzionedi 12G a 100. Con un simile metodoUre trovò che il peso specifico del cotonevaria da 1,47 a i, 5 o ; quello del lino èdi i, 5 o ; quello della seta è di i, 3 o ; equello delle liste di tela in cui sono rav-volte le mummie di i, 5 o.
Si è detto doversi pesare al principio !di ogni esperienza 3 oo grani di ciascunasostanza, precauzione indispensabile per jverificare il risullamento, imperocché que- 1sto peso, meno quello del residuo, dee es- :sere uguale all’aumento di peso della fiala. <Se queste due quantità differiscono si ha 1indizio che 1’ esperienza è inesatta e fa <duopo ripeterla. Siccome una balla di lino <è più pesante di una di cotone dello stes- <so volume, così si potrebbe supporre che ]il lino fosse più denso del cotone ; ma èda notarsi che questo ultimo è più elastico, :e per conseguenza meno compatto sotto $la stessa pressione. Non si può scoprire la
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■ densità reale di queste due sostanze chet nello stato di immersione.
1 La poca differenza che vi ha tra il peso
■ specifico del lino e quello del cotone, se-: condo le esperienze, e la maggiore diflicol-• tà di levar 1’ aria dal cotone che quella: del lino, fanno credere ad Ure che le den-i sita di queste due sostanze si possano ri-guardar come uguali. Non è pure impro-babile che anche il peso specifico dellaseta e quello della lana possano riguardarsicome tali. Quindi tanto le fibre testilivegetali come quelle animali avrebbero lastessa densità. Ure crede che se si assog-gettassero le fibre del legno a somigliantiesperienze fatte con esattezza, le fibre le-gnose troverebbersi avere la stessa densitàdi quelle del lino. La porosità del legnoè però una causa di errore nella misuradella densità di questa sostanza.
Se ci fosse permesso aggiugnere qual-che cosa alle avvertenze suggerite da Ureintorno a questo proposito, stimeressimoutile, per evitare con maggior sicurezzale fallaci indicazioni date dall’ aria, od al-meno per ridurle ai minimi termini, diporre la fiala con 1’ acqua e le fibre testilisotto la campana della macchina pneuma-| tica e farvi il vuoto al di sopra, per obbli-gare ad uscire in tal guisa 1’ aria che sitrovasse nei pori o nelle piegature di que-ste fibre. Estratta poscia la fiala dalla mac-china pneumatica, converrebbe lasciarlaesposta all’ aria il tempo occorrente per-chè F acqua riprendesse quella quantitàdi aria che ordinariamente suol contenere 5quindi ridurla al livello segnato sul collo,poscia verificarne il peso.
Ure volle altresì conoscere la composi-zione chimica delle fibre testili e vi trovògli elementi che seguouo: