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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Liquori

caitariensis, eonvohuilus seoparia, Lin-neo ) ; non avrà, è vero, il preparato l’odo-re fino della rosa ; ina vi si approssimerà.(Veggaiisi pure gli articoli Aceto e Pro-fumiere del Dizionario. T. I, pag. 84 :e T. X, pag. a5 7 .)

Aceto di sambuco. Si prendono fiorifreschi di sambuco cui si tagliano conesattezza gli steli, e si lasciano appassireall’ aria. Si pone una libbra di questi fioriappassiti in un grande fiasco di vetro, e visi versano sopra otto libbre d’ aceto. Sichiude bene il fiasco, e si lascia espostoper otto giorni al sole ; si scuote alcunevolte al giorno. Dopo questo tempo sicola 1’ aceto per paunolino, e si spremebene il resto. Indi si mette di nuovo nelfiasco mezza libbra di fiori di sambu-co, vi si versa sopra di nuovo l’acetoestratto, si chiude il fiasco, e si lascia an-cora per otto fino a quattordici giorniesposto al sole; finalmente si cola il fluido,e si conserva in vasi ben chiusi

Aceto di serpentario. Si prendono lefoglie di serpentario, si lasciano appassire

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Acqua di cannella. Si prende mezzalibbra di corteccia di cannella, si polverizzafina in un mortaio, indi si inette in unacucurbita, e vi si versano sopra cinquelibbre di acqua ; si pone il cappello sulvaso, s’espone 1’ apparato al bagno disabbia, s’ unisce il recipiente, si lutanoesattamente tutte le commessure, si ri-scalda dolcemente il bagno di sabbia, edopo ventiquattro ore si distilla con unfuoco leggero, e si cessa dalla distillazioneallorché ne sieno uscite quattro libbre d’a-cqua.

Acqua di fiori d' arancio. Si prendo-no dodici libbre di fiori d’ arancio benesviluppati, e di odore grato e penetrante :se ne separano i calici ed i pistilli, che sitengono in serbo per farne 1’ uso chesi dirà : si gettano i petali e gli slami inuna cucurbita con otto pinte d’ acqua ;la si copre col cappello fornito del refri-geratorio e del serpentino ; si lutano legiunture, e si distilla a filo sottile, e finoa che sicnsi ottenute quattro pinte diliquore ; si cangia il recipiente, e si versano

per ventiquattro ore all’aria, si versano]quattro pinte d’ acqua calda nella cucur-per una libbra di queste, otto libbre d'aee-bita, si agita il liquido con una bacchetta,to di vino, e si procede come pel liquore'si riprende la distillazione, e si continuarosato; dopo che si è spremuto fuori fino a che siensi ottenute tre pinte di1 ’ aceto, si pone il medesimo di nuovo in liquido, poi si smonta 1 ’ apparecchio e sidigestione al sole con una libbra di ser-!mettono in serbo queste due differenti spe-pentaria, e dopo lo spazio di quattordici! eie d’acqua di fiori d’arancio. La prima puògiorni si spreme di nuovo. ! essere adoperata dopo che saranno scorsi

Aceto di timo. (V. Profumiere, T. X;sei mesi; e la seconda, perchè sia sullicien-del Dizionario , pag. 53 7 .) ! temente attiva, dev’essere distillata su nuo-

(Giovasr’i Pozzi.) va quantità di fiori. In quanto ai calici edLiquori acquei odoriferi. Sotto que^ai pistilli tenuti a parte, si acciaccherannosto nome comprendiamo le acque odori-; leggermente, si getteranno in una padellafere, delle quali solo in generale parlossi;con otto pinte d’acqua, si riscalderannonel Dizionario all’ articolo Acque msTiL -je vi si manterrà per tre ore la temperaturalate: cogliamo questa occasione per in-idi 60 gradi; si lasceranno raffreddaredicare la composizione di alcune di esse,!ed in riposo per dodici ore ; poi si gette-)e quali formano oggetto di commercio, rà il tutto in una cucurbita, e si distilleràcome profumeria o servono a prepararne! fino a che se ne avranno ottenuto quattroultre per questo oggetto. jpinte circa di liquore, che si mescolerà