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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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564 Liquori

con I’ acqua di fiori d’ arancio della secon-'

da distillazione.

Altra preparazione. Si mettono diecilibbre di fiori d’ arancio ben preparati inun limbicco, vi si versano sopra trentalibbre di acqua, e dopo ventiquattro orese ne traggono, distillando, sei libbre, lequali si conservano : e queste costituisconola più forte acqua di fiori d’ arancio. Silascia raffreddare il limbicco, si apre, vi siversano altre sei fibbi e di acqua e si distilladi nuovo, finché si sieno ottenute dieci lib-bre di liquido che si conservano, comeun’ acqua molto più debole della prima.

Acqua di melissa. Si prende la quan-tità che si crede di melissa (Melissa ojfi-cinalis, L.), la si pesta in un mortaio dimarmo; alcuni vi aggiungono nello stessomentre del sale marino, ma non ve neha bisogno ; la si getta quindi in unaterrina, e si umetta la pasta con acqua,e meglio con acqua di melissa dell’ annoantecedente ; si copre il vaso e si lasciail lutto in infusione fino a che la piantaabbia perduto 1 ’ odore ed il sapore erba-ceo, avendo 1 ’ avvertenza di non lasciarluogo alla sua alterazione ; scorso il tem-po necessario, la si sottopone allo strettoio,si versa il liquore in una cucurbita chesi copre col suo cappello, e si getta ilresiduo nello stesso vaso ; lo si stemperacon acqua tiepida, e lo si lascia anco-ra in infusione per due giorni ; spreme-si come sopra, si versa il liquido nellastessa cucurbita, si getta il residuo dive-nuto inutile, e si distilla fino a che siasiottenuta la metà dell’ acqua versatasi so-pra la melissa.

Per accelerare il grado di perfeziona-mento di questo liquore, propoue Dubuis-son di esporre il vaso al sole, ovvero albagno-maria, coprendolo col cappello cie-co, e mantenendovi la temperatura di cir-ca 5 o gradi per otto giorni ; ma tanto inun caso, quanto nell’ altro è necessario che

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il vaso sia tenuto esattamente chiuso ; per-chè altrimente il calorico ne disperdereb-be le parti aromatiche.

Acqua di noce moscata. Prendonsi èonce di quella pellicola che sta sotto lascorza esterna della noce moscata (Myri-stica officinali, Linneo ) e si riducono inpolvere in un mortaio ; si mettono in unacucurbita, vi si versano sopra cinque lib-bre di acqua, si chiude e si mette 1 ’ appa-recchio nel bagno di sabbia ; vi si lasciaper 24 ore, indi si distilla fino alla quan-tità di quattro libbre.

Acqua di prezzemolo. Si prende unpaniere d’ erba verde di prezzemolo (A-pium petrosilinum , L. ), se ne conser-va la quarta parte, e le tre altre si ac-ciaccano in un mortaio di pietra, indisi spremono. Allora si prende la quartaparte conservata, e si mette in una cucur-bita, oppure in un limbicco, vi si versasopra il prezzemolo spremuto, e si distillaad un fuoco lento fino a che si ottenne lametà del liquido.

Acqua di rose. Si prendono rose fre-sche (Rosa gallica , Linneo ), si separanodal calice, e se ne empie un limbiccofino alla metà ; indi vi si versa sopra tantaacqua, che i petali vi galleggino ; bisogna|però che, per lo meno, una quarta partedella cucurbita sia vuota. Si luta il cappel-lo, e si distilla fino alla metà dell’ acqua.Si può distillare anche di più ; ma essen-do allora 1 ’ acqua di rose più debole, bi-sogna tenerla a parte.

Acqua di viole mammole. Si colgonoprima dello spuntare del sole le viole mam-mole di bel colore, bene sviluppate, sispogliano dei loro calici, e se ne pesa-no venti libbre, che si acciaccano in unmortaio di marmo, fino a che sieno ridot-te in una pasta ; si stemperano in otto pio-te d’acqua, e si fanno digerire per mezz’oraal calore dell’ acqua tiepida, indi si versail liquore in una cucurbita, si stempera il