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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Liquori

coria udii. Si fa il tutto in polvere, e sigetta in un vaso conveniente ; vi si aggiun-gono un’ oncia di coccole di ginepro, duelibbre di melissa seccata, una mezz’ onciaper sorta di erba d’issopo, di radice d’an-gelica e d’ erba d’ assenzio. Vi si versanosopra trentadue libbre di alcole puro, eduna sufficiente quantità d’ acqua ; si lasciail preparato in riposo per otto giorni inuna bottiglia chiusa ; indi si distilla lo spi-rito ad un fuoco lento, e si conserva colnome di acqua composta di melissa. Sesi versa sopra ciò che è restato nel lim-bicco tant’ acqua quanto è stato lo spiritoche si è estratto, e si distilla di nuovo, sene ottiene ancora un liquore spiritosocomposto di melissa di un odqre moltograto.

Spirito di mille fiori. Con questo no-me si vende in Francia un’ acqua che èpreparata con 1’ orina delle vacche, allor-ché queste vanno sui prati fioriti, perchèsi crede, con crassa ignoranza, che tutte leparti attive dei fiori si concentrino nell’ori-ua. Si devono però aggiungere a quest’ a-cqua di mille fiori alcune materie odori-fere per darle un odore grato. Si ottieneun liquido di odore molto piacevole, al-lorché si mescono insieme, a dose eguale,

10 spirito di fiori, e quello della reginad Ungheria : questa preparazione può sta-re invece dell’ acqua di mille fiori.

Spirilo di rose o spirito ardente. Siprendono rose pallide (rosa pallida ojfi-cmalis , Linneo ), se ne pesano venti libbresenza scegliere, tale si è la prescrizione deidistillatori, si schiacciano in un mortaio dimarmo, formando una specie di pasta ; sistende questa a strati, ponendo su cia-scuno d’ essi sale comune all’altezza di unmezzo dito circa ; si comprimono gli strati,

11 meglio possibile, gli uni contro gli altri,si chiude il vaso con un turacciolo, in mo-do tale che sia tolta ogni comunicazionecon 1’ aria esterna : si porla in una canti-

Sappl. Dii. Tecn. T. XVIII.

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na, e vi si lascia per sei settimane o duemesi ; scorso questo tempo si apre il vaso,se esala un odore forte e vinoso la fermen-tazione sarà al giusto punto ; se mancaquest’odure, si getta nel vaso un po’ di lie-vito di birra, e nel caso non si abbia que-sto, un po’ di quello che serve per fabbri-care il pane ; anzi miglior consiglio è ilporre tal lievito direttamente fra le rose,nel momento che si schiacciano, per esse-re più sicuri che ne succeda la fermenta-zione, senza di cui non si avrebbe spi-rito ardente. Si prendono quindi otto odieci libbre della pasta di rose fermentata,si gettano in una cucurbita, che si coprecol cappello rostrato e munito del refrige-ratolo, e si distilla a bagno-maria, conti-nuando fino a che il liquore ne esce sen-sibilmente spiritoso. Distillata che sia tuttala pasta preparatasi, versansi tutti gli edottiin un limbicco di vetro, che si esponeal bagno di sabbia ; e si distilla a leggerofuoco, cessando dall’ operare tosto che co-mincia a presentarsi della flemma. Si avràpoi l’avvertenza di levare esattamente l'oliovolatile od essenziale di rose, che gallegge-rà nel recipiente sotto forma di una pin-guedine condensata, e che si presenterànel corso dell’operazione.

Altra preparazione. Si prendono sei lib-bre dello spirito di rose, preparato comesi disse, quattro once di spirito semplicedi lavanda, e quattro once di spirito ara-bico, e si mescano insieme in un vaso chesi chiude esattamente.

Spirito di Venere. Si prendono dueonce di radice fresca di calamo aromatico,come pure di radice d’iride fiorentina,un’oncia di corteccia di cannella, sei dram-me di coccole di sambuco, due drammedi macis, una dramma di coriandri : si ta-glia e si polverizza il tutto finamente. Vi siaggiugnono inoltre la corteccia di sei cedrifreschi e di altrettanti melaranci. Si versatutta la mescolanza unitamente a venti

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